Creare contenuti di qualità per il B2B è molto difficile, ma è necessario se si vuole avere una buona strategia di content marketing. Un sito B2B non è solo una raccolta dei prodotti in vendita nella rete distributiva a cui i clienti esistenti accedono per comperare o riassortire il loro fabbisogno. Lavorare sul B2B significa anche diffondere la cultura aziendale, interessare ed incuriosire i clienti potenziali, raccogliere informazioni, costruire proposte.
Una delle migliori tattiche di content marketing è condurre dei webinar. In questo modo si possono raggiungere clienti potenziali e clienti esistenti, e si fa una scelta intelligente se si desidera sviluppare una leadership in uno specifico settore. Ecco almeno quattro motivi per scegliere questo strumento. Diventare un leader in uno specifico settore. Ospitare dei webinar su temi rilevanti per la tua azienda e la tua industria ti aiuta a
Le opinioni per gestire un cliente arrabbiato sono molto diverse, soprattutto quando il cliente esprime pubblicamente un proprio commento negativo. Il commento negativo può arrivare su eBay, se sei un venditore del marketplace e può anche arrivare sui social network, non necessariamente nella pagina della tua azienda. Gli approcci possono essere diversi, e si può pensare di cancellare il commento negativo, come pure commentarlo, cercando di ribaltare la negatività sull’estensore
Mito n. 1 – Per conservare il cliente bisogna abbassare il prezzo. Nell’atto d’acquisto di un prodotto o di un servizio entrano molti fattori, logici ed emozionali. La cosa importante è non fare promesse che non possono essere mantenute. Capire i problemi e le necessità del cliente, significa poi impostare un rapporto che non si basa solo sulla leva del prezzo, ma tiene conto di tutti gli aspetti che hanno
Un articolo pubblicato da eMarketer mostra i risultati di uno studio condotto da Visibli che fa vedere come l’impegno dei fan diminuisca con il crescere del loro numero. In sostanza l’articolo dice che più grande è la pagina minore è il coinvolgimento e la partecipazione. Lo studio è condotto su pagine con almeno 100.000 fan e ci sono quindi diverse cose da considerare. Il peso della dimensione La frammentazione. Più
GAP e la gestione del marchio è ormai un caso di scuola nella gestione dell’immagine online e del rapporto tra marca, consumatori, comunità. La cronologia degli avvenimenti GAP decide di cambiare il suo logo direttamente sul proprio sito web il 4 ottobre 2010. Non c’è nessuna comunicazione del perché e del per come, né sul sito né sulla pagina facebook che raccoglie una comunità consistente di più di 1 milione