Facebook compera FriendFeed – un primo commento

facebook friendfeed

in social network

Sera d’estate con le finestre aperte, aspettando un temporale che non arriva, quando esplode la notizia epocale “Facebook acquires FriendFeed”.

Per dare i confini delle cose, nel giorno che a leggere i commenti modifica il web, e ad ogni futura memoria, ecco le cose che stavo facendo:

  • Rispondere ad una mail con richieste di informazioni sui negozi eBay da parte di un produttore di mobili.
  • Leggere informazioni sulla costruzione di case prefabbricate in legno: c’è un’azienda che chiede un blog aziendale e ci piacerebbe conoscere l’argomento prima di parlare.
  • Dare un’occhiata al flusso dei post su FriendFeed: alcuni sono interessanti, altri puro cazzeggio (ma si vive pure di questo) altri pura invidia (invidia per le ferie degli altri)
  • Giocare a FarmVille su Facebook: ho una fattoria da seguire e mi diverte molto.

Le cose erano fatte contemporaneamente ? No, ma non avendo una voglia particolare alle 21,30 si può fare un po’ ed un po’. Pianto le zucche su FarmVille e ci vado a dormire sopra (ancora non mi cambia la vita)

Facebook è il male ed il diavolo si compera anche FrienFeed ?

La cosa interessante è che la notizia si diffonde non in seguito ad un comunicato stampa, che ci sarà (forse) nei prossimi giorni, ma con un post su TechCrunch, ripreso immediatamente da Robert Scoble ed altri mille.

La notizia è vissuta con animo malmostoso da tantissimi che paventano chissà quali sfracelli, ma già la mattina dopo mi sembra che l’ansia sia passata e che le valutazioni appaiono più approfondite e serie. Facebook,FrienFeed e Twitter sono qui come prima e funzionano ancora allo stesso modo.

Nel torrente dell’informazione, a botta calda ci sono sempre valutazioni improvvise ed emozioni che prevalgono: feed che erano pubblici fino a dieci minuti prima, che si scambiavano notizie sul caldo d’agosto, sono diventati privati per proteggere i contenuti, gente che minaccia di chiudere l’account su FriendFeed, con la domanda ricorrente è: cosa sarà della proprietà intellettuale dei miei contenuti su FriendFeed, nella nuova era di Facebook ?
Preoccupazione ben espressa dalla FriendFeed Petition

La cosa ha alcuni aspetti paradossali.

C’è una guerra in corso e come tutte le guerre ci sono battaglie e spostamenti di armate, alleanze e tradimenti.

Tutto quello che avreste voluto sapere su Google e non avete mai osato chiedere non è solo una definizione azzeccata di impresa liquida, ma anche la descrizione di uno scenario che si sta evolvendo.

Se i contendenti sono per semplicità di definizione Google, Microsoft ed il mondo dei media tradizionali che arrivano sulla rete, questa acquisizione di FriendFeed non rappresenta che un pezzo dello scenario: una battaglia da ascrivere ad uno dei contendenti, che in questa occasione potrebbe essere Microsoft.

Ed allora che dire se il creatore di Delicious (che proviene da Google) lancia in silenzio (proprio nella stessa notte) un servizio chiamato tiny thread
perché è vero che quando vedi una interfaccia semplice fare qualcosa di utile è meglio prestargli attenzione.

Poi uno legge anche altro e diventa per forza sospettoso…

Nella sua periodica newsletter Ina Steiner di Auctionbyte sostiene che eBay cerca alleanze per battere Google

Metti assieme il forte interesse che ha eBay nella possibilità di creare liste dei desideri che si interfaccino su Facebook per portare prodotti in vendita su questo social network, la partecipazione con PayPal e Shopping.com (sempre della galassia eBay) a progetti di questo genere ormai in dirittura d’arrivo, e si aggiungono pezzi ad un quadro sempre di difficile interpretazione.

Non sono uno gnostico, né credo alle teorie dl complotto, che hanno sempre tanta visibilità e largo credito, ma l’impressione è di assistere al muoversi di interessi complessi che danno luogo ad una improvvisa accelerazione, di quelle che ogni tanto cambiano lo scenario.

La realtà è che come sempre tutto ruota attorno a comunicazione e ricerca, che sono poi le cose che producono denaro.

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