Quale strategia per Magento dopo l’acquisizione da parte di eBay?

software as a service

in ebay

eBay ha annunciato l’acquisizione del 100% delle azioni di Magento, dopo che già possedeva il 49% . In molti si interrogano sulle finalità dell’ acquisizione e sulla strategia futura di questa famosa piattaforma di e-Commerce.

In realtà la trasformazione di Magento inizia prima dell’acquisizione di eBay, perché il lancio di Magento Go segna l’arrivo della piattaforma nel settore altamente competitivo delle SaaS (Software as a Service) ed interessa le piccole e medie imprese. Conoscendo la struttura complessa ed avida di risorse del programma, era qualcosa di impensabile fino a qualche mese fa.

Dall’arrivo di Magento Go sono quindi tre gli elementi su cui si posiziona la piattaforma:

  • i nuovi arrivati nell’ecommerce, che hanno spesso poche esigenze di base e poche risorse per iniziare;
  • le imprese che hanno già esperienza e con maggiori esigenze di front office e back office;
  • i grandi e-Commerce con esigenze di integrazione spinta con strumenti ERP e CRM, che hanno anche grandi risorse finanziarie ed umane per la gestione.

Magento occupava due grandi segmenti, ma gli mancava la base, il segmento che sta conoscendo un grande sviluppo perché sono molti i commercianti che iniziano a vendere online. La debolezza di Magento è sempre stata la sua complessità tecnica e di conseguenza la difficoltà economica per una piccola impresa di pagare chi avrebbe dovuto fare l’implementazione tecnica.

Cosa cambia con l’acquisizione di eBay?

Quando ha preso il 49% di Magento, eBay puntava anche a GSI commerce che fornisce servizi di e-Commerce e di marketing a dettaglianti il cui canale principale di vendita sono i punti vendita tradizionali (vedi i clienti di GSI commerce).
Con l’integrazione della piattaforma Magento, che serve già decine di migliaia di commercianti online, eBay amplia la portata dei suoi partner commerciali e dei servizi forniti.
eBay intende aggiungere Magento ad Xcommerce , la piattaforma open di sviluppo che vuole offrire soluzioni e-Commerce a commercianti di ogni dimensione.

Un maggior numero di dettagli sarà sicuramente disponibile il 12 e 13 ottobre 2011 durante la conferenza degli sviluppatori di X.commerce a San Francisco.

Una bella sfida.

Personalmente sono dell’opinione che non considerare i SaaS è voltare le spalle al futuro e perdere opportunità di sviluppo.

Gli esempi sono innumerevoli e non solo nel campo delle applicazioni e-Commerce. Gestionali, ERP, CRM, prenotazioni online, servizi sanitari, sistemi di distribuzione, logistica di magazzino. Il campo è molto vasto e si può dare uno sguardo a questa pagina per capire una porzione  dell’offerta in Italia per software non e-Commerce.

Sul terreno specifico dell’e-Commerce c’è molto da fare e da conoscere su queste soluzioni che permettono di essere online in breve tempo con prodotti di buona qualità e performanti. Certo, non tutti sono all’altezza delle promesse e delle aspettative e va fatta una buona valutazione al momento di definire un progetto di vendita online.
Altro ostacolo in Italia è stata fino ad oggi la piccola dimensione dei commercianti online a cui corrispondevano anche piccole ambizioni commerciali, come se per molti fosse un’attività residuale e su cui investire il meno possibile.

Servizi di social commerce in SaaS.

Se il futuro dell’e-Commerce è un futuro interconnesso tra negozi e distribuzione fisica, negozi online, mobile commerce e social commerce, il lavoro del commerciante non è fare il programmatore, il web designer, l’esperto di usabilità e quant’altro, come può pensare qualcuno di fronte alla complessità della presenza online. Il suo lavoro è comprare bene e vendere meglio, utilizzando gli strumenti che permettono di essere presenti nei vari settori al meglio delle possibilità ed uscire da una condizione di minorità culturale, pensando a progetti tagliati su precise esigenze, misurabili e con adeguati mezzi finanziari.
Non necessariamente mezzi esagerati, sicuramente progetti ben formati e dotati di tutto il necessario.

E se il social commerce avrà davvero lo sviluppo che ci si attende, non si potrà prescindere dall’utilizzare specifiche applicazioni di gestione come Venpop.

 

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Commenti

comments

  • Franco

    Ciao Giovanni, quale piattaforma consigli a chi vuole iniziare ora un progetto e-commerce?

    • E’ una buona domanda, ma è anche molto generica.
      La scelta della piattaforma è una funzione che arriva dopo aver deciso cosa e come fare, di quali mezzi disporre e la dimensione del tuo progetto. In genere le persone prima pensano alla grafica (genericamente intesa) poi alla piattaforma, e poi ai contenuti. Rovescerei il ragionamento partendo dai contenuti, da cosa voglio ottenere, da tutti gli elementi che mi consentono di capire la mia taglia e miei obiettivi. Poi scelgo al piattaforma che meglio si adatta alla mia esigenza. Nei prossimi giorni vorrei anche mettere delle brevi e personali recensioni delle piattaforme che conosco, almeno di quelle che conosco bene da emettere un giudizio.

  • Sara

    Ciao Giovanni, alcuni colleghi hanno testato Add2Cart (www.ecommerce.it) e si sono trovati bene, io ancora non ho intrapreso un progetto ecommerce ma lo farò tra poco, puoi inserire anche questa fra le piattaforme che andrai a confrontare? Aspetto un tuo giudizio per procedere.

  • Stefano

    Gent.le Giovanni,
    Mi sono addentrato da poco nel mondo dell’e-commerce e sono in procinto di lanciare una start-up nel mondo del fashion e-commerce e la confusione su quale strategia/piattaforma scegliere è davvero forte. la nostra idea è quella di vendere ogni mese circa delle mini collezioni. quindi all’inizio di ogni mese avremo 10 prodotti circa che si spera andranno esauriti. potenziali clienti in tutto il mondo, quindi multilingua etc..secondo la sua esperienza qual è la piattaforma migliore a riguardo? o comunque la migliore strategia?non riesco a capire se una piattaforma SaaS come magento go è abbastanza flessibile o meno.tenga presente che il nostro obiettivo è quello di creare qualcosa di coinvolgente e dinamico come net-a-porter.com dove vorremmo aggiungere magari in futuro un magazine, un blog etc..grazie!

    • Strategia e piattaforma sono due cose diverse. In questa fase io definirei con maggior precisione la strategia: proposta, fornitori, approvvigionamento, logistica, promozione, sviluppo ad almeno un paio d’anni, lancio, promozione, mantenimento, mercati di riferimento.
      Successivamente trovo gli strumenti migliori per partecipare.L’esempio potrebbe essere una corsa automobolistica: in funzione del tipo di gara (circuito, rally, corsa in salita, ecc) scelgo il tipo di auto, il pilota e metto a punto il settaggio della macchina. 
      Le piattaforme SaaS sono usate anche da grandi brand internazionali. Jimmy Choo e Laura Ashley ad esempio usano Venda, Evisu usa Shopify. Il successo, in ogni caso, non è dato dallo strumento, ma dalla strategia e dal posizionamento.

      • Stefano

        Concordo pienamente con quanto ha detto lei.
        Il fatto è che abbiamo già deciso su tutti i fattori da lei esposti (a parte la logistica in cui stiamo ancora cercando di capire l’alternativa migliore). e dato che sarebbe ideale che il lancio avvenisse a fine settembre è ora di iniziare a scegliere la macchina e settarla!l’unico dubbio che mi spaventa dei sistemi SaaS è appunto la flessibilità, se ad es. (idea presente nel business plan) dopo circa sei mesi vorremmo creare una sezione dell’e-commerce dedicata ad una sorta di web-tv che segue attraverso delle web-cam poste in show-room cosa sta avvenendo.. è possibile con una piattaforma SaaS come magento Go?!grazie infiniteStefano

        • Il vantaggio di una piattaforma SaaS è, tra altri, quello di testare la resa del progetto e di avere dei costi fissi mensili certi. Se nel progetto che prevedete c’è anche la web-tv,il blog, la community, non vedo problemi ad usare una piattaforma del SaaS che si integri in un progetto complessivo. Credo che la cosa importante sia definire lo sviluppo da qui ad un futuro e “tagliare” il vestito per crescere bene.

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