Sapete una sega voi della crisi: Coca Cola e Giulia

in style on the spot

Gira in televisione uno spot della Coca Cola, un po’ fastidioso anche perchè sembra doppiato da una bambinetta romana che neanche parla pisano. C’è la crisi, non ci sono i soldi, adottiamo uno stile di vita parco e frugale perché non ci resta altro, anzi no ci resta la Coca Cola da bere a casa, a televisione spenta e giocare a carte.

In Veneto a qualcuno saltano i nervi. “Intanto, è bene far sapere che quando si sta in famiglia qui da noi in Veneto si beve del buon vino e non una cosa in lattina. E poi, per stare bene non serve chiudersi in casa”. Assessore regionale al turismo e sindaco di Caorle, ma anche Confcommercio non stanno zitti.

Poi appare su YouTube un bellissimo video di risposta che è una operazione di promozione parassita, magnifica e da manuale.

Fin qua tutto bene, e nel normale novero delle polemiche che accompagnano tanti spot pubblicitari, aggiungendo il fatto che la parodia non perdona su YouTube.

Ma andando a fondo nella ricerca si trovano altre cose interessanti.

Il 2 marzo 2009 Pubblicità.it comunicava che McCann-Erickson Madrid lanciava un nuova campagna Coca Cola adattata per l’Italia da JWT Milano. Nel comunicato stampa si fa rifermento ai valori di positività, di fiducia nel futuro, con Coca Cola che è tra le prime tre marche in Europa associata alla felicità:
“Coca Cola è da sempre simbolo di ottimismo e in un contesto come quello di oggi abbiamo ritenuto nostro dovere rafforzare ulteriormente il nostro dialogo con i consumatori”.

In effetti, il filmato esce anche in Italia, doppiato malissimo e senza la forza evocativa dell’originale che si basa su una storia vera. Eccolo qui l’originale spagnolo con tutta la sua capacità di coinvolgimento.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Commenti

comments

Previous post:

Next post: