PayPal e la conquista dello standard per i pagamenti sul web 2.0

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Facebook ha annunciato di aver superato il numero di 350 milioni di utenti.
A questo punto è sempre più interessante sapere chi potrebbe sviluppare un sistema di pagamento che sia dominante nel web 2.0.

Ho esaminato la questione in alcuni post precedenti e sono sempre più convinto che PayPal sia in una posizione migliore rispetto a Facebook per raggiungere questo obiettivo.
I motivi per cui PayPal è difficlmente spodestabile sono:

  • le reti di pagamento sono molto difficili da costruire,
  • i pagamenti non sono la competenza principale delle società che faranno così fatica ad affrontare il mercato,
  • Le valute virtuali sono difficili da piazzare tra i consumatori,
  • I pagamenti sul web 2.0 hanno più valore se sono compatibili con le operazioni reali.

Per tutti questi aspetti PayPal è decisamente più avanti di qualsiasi suo concorrente.

Ma essere davanti non significa vincere la gara.

PayPal, se vuole diventare lo standard nei pagamenti web 2.0, ha un sacco di lavoro da fare.

PayPal dovrebbe avere attorno a sè un ecosistema e promuovere l’innovazione. Questo è possibile solo agganciandosi agli sviluppatori ed è quello che PayPal ha incominciato a fare ultimamente. Con la conferenza PayPal Innovate09 ed il lancio di PayPalX sembra raccogliere consenso dietro le sue API.
Il modello da emulare è Facebook ed Apple che hanno un esercito di aplicazioni di terze parti. Se PayPal riesce ad integrarsi in giochi, beni virtuali ed altre applicazioni è sulla strada per conquistare il mercato dei pagamenti. PayPal ha sicuramente delle possibilità di cassa notevoli da stanziare in un fondo che sostenga questi progetti, oltre al fatto di trovare anche altri fondi.

PayPal deve ampliare le sue funzionalità di base anche ad altri tipi di pagamento.

Ora come ora, la funzione “invia denaro” è valida per beni, servizi ed oggetti e non è sufficiente per l’universo del web dove sono presenti oggetti simulati ed altri tipi di contenuto. Non è solamente il fatto di aggiungere alcune caselle alla scelta, è proprio la possibilità di creare dei pagamenti user-defined. Penso alle unità di valore memorizzato che si creano in alcuni tipi di gioco, o alle ide senza limiti che possono svilupparsi nei social media. Questo dovrebbe essere parte delle funzionalità di base del sito, e la cosa dipende dallo sviluppo di terze parti a disposizione degli utenti.

PayPal deve compiere un grande sforzo permettendo agli utenti di esportare il loro punteggio di feedback su eBay e la reputazione su PayPal, in qualsiasi punto sia necessario sul web.

Le informazioni sulla reputazione dei propri utenti, che il sistema eBay/PayPal ha raccolto in questi anni sono preziosissime, e sono sotto utilizzate. La reputazione potrebbe non essere molto importante quando si è impegnati in attività sociali, ma tutto cambia quando è coinvolto il danaro.
Se il pagamento “sociale” diviene una parte significativa del commercio elettronico non può essere limitato alla sola operazione tra amici.La reputazione online infonde fiducia e le informazioni disponibili su eBay/PayPal sono qualcosa che Facebook, Amazon o Google non possono soddisfare.

L’idea di liberare i punteggi di feedback da eBay e di trasferirli su siti web, blog, reti sociali è una idea vincente ed è strano che fino ad oggi non ci abbia pensato nessun altro.
Dubito che le cose resteranno così visto che il mercato di eBay è in una fase stagnante e che PayPal è il nucleo per la crescita futura di tutto il gruppo. Infatti sia John Donahoe di eBay che Scott Thompson di PayPal si rendono entrambi conto di quanto sia importante la crescita di PayPal per le prospettive future di eBay Inc.

PayPal dovrebbe consentire agli utenti di twittare i pagamenti.

Il meccanismo per l’invio di denaro tramite Twitter potrebbe essere piuttosto semplice, e potrebbe essere importante nella funzionalità di PayPal.
Per fare questo, PayPal potrebbe consentire agli utenti di collegare il proprio account con Twitter, qualcosa che già gli utenti fanno con eBay, le banche e le carte di credito. Una qualche forma di verifica è sicuramente necessaria; non dovrebbe essere impossibile inviare un codice univoco ad un indirizzo mail principale dell’utente per poi confermarlo con un messaggio diretto con Twitter @PayPal.
Una volta impostato, twittare il denaro potrebbe essere facile. Penso che il modo più facile sarebbe quella di inviare un messaggio diretto a @PayPal seguito da una sintassi semplice che include nome utente del destinatario Twitter, l’importo, e una nota facoltativa. Utilizzare un DM per trasmettere le istruzioni per inviare denaro a @PayPal salvaguarda la privacy per il mittente e il destinatario.
Non dovrebbe essere certo un problema insormontabile utilizzare Twitter per gestire il flusso del danaro anche senza effettuare alcun login al sito di PayPal.


gold standard paypalInsomma, l’obiettivo è di diventare il gold standard dei pagamenti sul Web 2.0

Twitter potrebbe essere una ottima sede per una veloce integrazione, per la natura aperta della piattaforma di Twitter, perché gli utenti PayPal sono 78 milioni e gli utenti Twitter 93 milioni. Inoltre gli utenti di Twitter potrebbero essere più propensi per capacità tecnologica ed hanno sicuramente una conoscenza migliore dell’utente medio Facebook.

PayPal potrebbe avere una quota significativa di utenti Twitter in un tempo relativamente breve, meno di un anno, e sarebbe un lancio eclatante.

In realtà io non so cosa vuol fare PayPal e qual’è la sua strategia di medio e lungo periodo. So solo che è iniziata la battaglia per la conquista della leadership nei pagamenti del web 2.0

Di questi problemi e degli scenari se ne parlerà a Padova nei giorni 5-6-7 marzo 2010 nel corso di una serie di eventi tutti dedicati al mondo dell’ecommerce, dei pagamenti e degli strumenti di presenza delle aziende online.

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