Quando una comunità diventa interessante ?

comunità online

in web marketing

Una comunità diventa interessante per i propri membri se contribuisce a mettere in evidenza QUATTRO elementi:

  • La competenza. I professionisti, per esempio, che possono mettere a disposizione le loro capacità
  • La condivisione di una passione comune. La passione per una marca di moto, per uno sport, una collezione
  • L’assistenza. Il sostegno e l’aiuto alle persone, il trasferimento di esperienze…
  • L’incontro di persone “simili“. Aver incontrato altre persone nello stesso evento come una vacanza…

Questi quattro elementi sono indispensabili perché è su uno di essi che si poggerà la tua comunità
Inoltre per mettere in pratica una comunità, bisogna aggiungere informazioni ad alto valore. E’ essenziale che ci siano dei collaboratori che intervengono e che forniscono informazioni di valore, altrimenti i consigli generici, che provengono in modo indistinto, possono non essere sempre pertinenti e non dare la giusta direzione al tuo brand.

Sviluppare una comunità richiede tempo.

Bisogna sapere aspettare, anche diversi mesi, e non forzare le cose pensando solo alla possibilità del guadagno.

Non basta aprire un canale su YouTube, una pagina su Facebook, un account su Twitter per pensare di aver risolto ogni problema.

  • YouTube, Daily Motion, Vimeo, sono ottime piattaforme per la condivisione di contenuti video, ma bisogna in ogni caso produrli e diffonderli.
  • Twitter ed i servizi di microblogging sono interessanti, ma al momento e per la nostra attuale realt?nbsp;, sono ancora strumenti destinati ad un pubblico di “early adopters”. Twitter è soprattutto un canale per la diffusione di informazioni, più che uno strumento per una comunità, proprio per la mancanza di un carattere bidirezionale della sua comunicazione.
  • Facebook è molto efficace se si dispone di un prodotto di consumo e di contenuti virali. Ma in questo caso non sei sul tuo ecosistema. Non è tua la pubblicità contestuale, le norme di utilizzo, le regole sulla privacy, le norme di condotta. E’ facile solo in apparenza, perché un buon uso di Facebook richiede una vera esperienza che si acquisisce con il tempo o che occorre pagare.

L’alternativa per superare queste limitazioni è avere una propria comunità. Tuttavia questo richiede competenze in termini di animazione, di produzione e di contenuto. Inoltre si deve pensare in termini di medio e lungo periodo. Costruire una mailing list redditizia richiede tempo, perché si ha bisogno di “catturare” iscritti da altre comunità o da altri blog…

Quali sono le chiavi di successo di una comunità online ?

La prima cosa da fare è identificare i propri obiettivi e quali possono essere i navigatori interessati: come è rappresentata questa comunità sul web ? Quali forum segue ? Quali sono i blog di riferimento ? Cosa si può offrire di meglio o di più ? Come aggiungere valore ?

Per sapere cosa proporre nella comunità virtuale è necessario sapere se vi è un bisogno insoddisfatto. Vedere quello che viene fatto in altre situazioni, per emulare e fare meglio e per tradurre le analisi in strumenti che permettano di fare meglio.

Organizzare una comunicazione molto forte all’inizio e regolarmente aggiungere nuove funzioni. E’ meglio progredire passo a passo, per non complicare l’animazione e la creazione di contenuti. Fare bene all’inizio e crescere nel tempo è una garanzia di successo.

Creare relazioni personali. Accogliere le persone con messaggi personali, utilizzare la mailing list anche a scopi interni, incoraggiare i partecipanti a crescere. La cosa ideale è che chi partecipa alla comunit?nbsp; abbia motivi per trarre vantaggio dalle informazioni che inserisci.

Gli elementi importanti sono

  • Mettere in piedi una comunità richiede tempo: assicurati di avere le risorse interne o di avere delle figure professionali dedicate.

  • Se il marketing per la tua comunità costa meno della pubblicità tradizionale, prende anche più tempo ad ingrandirsi. Il tuo progetto deve essere a medio e lungo termine e non a breve.

  • Se l’investimento è comunque meno oneroso della pubblicità tradizionale, metti in conto che non è certo gratuito e che l’investimento sarà ricorrente.

Giovanni Cappellotto

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Commenti

comments

Previous post:

Next post: