Dizionario del jeans: un primo aiuto alla comprensione

jeans

in style on the spot

Abrasione: il processo di lavaggio che da al capo un aspetto usato e vissuto. E’ un processo industriale o artigianale fatto con tecniche ben precise, generalmente con il lavaggio in particolari macchine utilizzando la pietra pomice. L’abrasione può essere fatta anche con altri strumenti e più in generale fa parte del complesso di lavori di finissaggio che caratterizzano un jeans.

Acetato/Triacetato: la più antica fibra artificiale ottenuta dall’uomo lavorando la cellulosa. I tessuti di acetato furono prodotti durante la Prima Guerra Mondiale ed usati per rivestire le ali dei primi aerei. Le fibre di acetato hanno una mano serica, una bassa resistenza all’abrasione e tendono ad accorciarsi al lavaggio.

Acid wash (anche Marble wash o lavaggio marmorizzato): Un brevetto del 1986 della lavanderia italiana Candida. Un finissaggio che da un grande effetto di contrasto tra il blue indaco e il bianco ottenuto con lavaggio in acqua,cloro e pietra pomice.

Acrilico: fibra sintetica prodotta con la giusta combinazione di aria, acqua, petrolio,carbone e calcare. Le fibre acriliche hanno molta facilità ad essere tinte e fanno facilmente le “palline”.

Bartak: un procedimento di cucitura che rinforza nei punti di maggior tensione. Può’ essere fatto con cuciture ribatture o con un punto croce. Si trova nei passanti, negli angoli delle tasche, nelle cuciture della patta. Sono eseguite con un’ apposita macchina bartak.

Bleach: Procedimento chimico usato in lavanderia per ottenere un colore molto chiaro a partire dal tessuto denim. Normalmente si usa una soluzione acquosa con ipoclorito di sodio e polveri di calcio ipoclorito. Poiché il loro distrugge la lana e la seta, non è chiaramente possibile usare questo lavaggio su tali fibre. Il Bleaching è anche il procedimento industriale che elimina le impurità dai filati o dai tessuti.

Crock: il termine che identifica quanto un colore si trasferisce ad un altro tessuto o alla pelle quando si indossa un capo colorato.

Dip: E’ il termine che indica quante volte un capo o un filato è stato immerso in un colore. Molto interessante riferito all’indaco che tinge il filo blue del tessuto denim e che viene immerso tra 6 e 16 volte, secondo procedimenti per ottenere toni, colori e qualità diverse del tessuto base per produrre i jeans.

Doppia cucitura: Una cucitura comunemente usata nella produzione di abbigliamento con tessuti denim nei punti di unione di due pezzi di tessuto, per dare maggior consistenza e durata.

Drill: un tessuto ad armatura diagonale 2 a 1

Dungaree: Il nome Dungaree deriva dalla parola hindi usata per descrivere l’abito da lavoro usato dai marinai del porto indiano di Dungri. Dungaree è poi diventato sinonimo degli abiti da lavoro ed un nome commerciale usato da Lee.

Fibre tessile: Le fibre tessili si dividono si dividonoin tre grandi categorie.
Fibre naturali: esistono in natura e possono essere animali (lana, seta, cammello, alpaca, angora, cashmere, ecc) o vegetali (cotone, lino, canapa, juta, cocco, ramie, ecc)
Fibre artificiali: sono fibre prodotte dalla lvorazione chimica della cellulosa (acetato,rayon, viscosa…)
Fibre sintetiche: sono fibre ottenute dalla lavorazione industriale degli idrocarburi
Il mondo delle fibre tessili è vastissimo ed in continua evoluzione.

Five Pocket jean: jeans a cinque tasche secondo la definizione classica. Due tasche posteriori, due tasche anteriori ed un pocket money piccolo all’altezza della tasca destra. Secondo i puristi del jeans, solo i five pocket possono essere considerati veri jeans, gli altri sono pantaloni in denim.

Gabardine: Un tessuto classico e distintivo prodotto con un’armatura a 45% o a 63% . Il gabardine può essere prootto con molti filati, non solo con il cotone.

Indaco: Indaco è il particolare colore blue che veniva prodotto naturalmente lavorando la pianta Indigofera tintoria. La produzione dell’indaco naturale è stata per secoli una produzione di nicchia, estremamente costosa, per la bassa resa del colore e la particolarissima lavorazione che comporta. Nel 1897 il quattordicenne Adolf von Bayer identificò la struttura chimica dell’indaco e comprese l’effetto della prcipitazione zuccherina e della esposizione alla luce. L’indaco ha una struttura particolare per cui il colorante è trasparente, il filo viene immerso nel colore e poi sollevato ed esposto alla luce. In quel momento diventa blue, ma il colore non ha la capacità di penetrare la fibra completamente. Immersioni ed esposizioni successive alla luce aumentano gli strati di indaco che diventa via via più scuro. L’indaco non viene fissato come colore ed i lavaggi ne asporteranno sempre un parte, riportando il processo all’origine e sbiancando il filato.
Adolf von Bayer brevettò l’indaco artificiale e dal quel momento il colore blue è diventato un colore alla portata di tutti.
Il tessuto denim è quindi prodotto con un filo bianco ed un filo blue. L’unico filo tinto è il filo blue che avrà diversi strati di colore e che li perderà via via, nei punti di maggior contatto, di sfregamento, vera vita vissuta.
Questà è la GRANDE MAGIA dell’indaco e della sua capacità di essere un colore unversale, dotato di memoria e la grande fortuna del jeans.

Jeans: deriva dalla parola francese “Genes” che identifica la città di Genova, ed era usata per chiamare una tela indossata dai marinai. Non era sicuramente blue. Denim invece era la tela De Nimes, altra città in cui si produceva una tela ad armatura diagonale. Le origini di un mito è giusto che siano tante e che siano avvolte da un’aura di leggenda e di sacro.

Khaki: Le uniformi khaki fuorno introdotte da sir Harry Burnett Lumsdale per le truppe coloniali britanniche in India durante il Grande Ammuntinamento (1857-1858) e furono la divisa ufficiale delle truppe indigene e dell’esercito britannico. Oggi KhaKi è usato sia per il colore che per indicare un pantalone di gusto militare prodotto con tessuto in twill di cotone.

Lavanderia: Le lavanderie sono stabilimenti industriali che prendono il jeans blue dalla produzione e lo trasformano nel prodotto che poi tutti conosciamo attraverso procedure di lavaggio, abrasione, decoloritura ed altro. Le lavanderie sono oggi diventate un passaggio cruciale nella produzione del jeans, sia dal punto di vista della lavorazione, che del “senso” del prodotto ed il lavaggio è uno dei porcedimenti più costosi nella produzione del jeans. Le migliori lavanderie di jeans sono italiane e giapponesi con un lavoro di ricerca e di affinamento incredibile. Inoltre va considerato che in Italia esiste una normativa particolare che controlla le emissioni di colore blue nelle acque e quindi le lavanderie devono sottostare a norme precise e rigorose. Tutto questo incide molto nel prezzo finale del prodotto.

Left hand: Un tessuto twill dove le linee vanno dall’angolo superiore sinistro all’angolo inferiore destro.

Loop dyed: Uno dei tre maggiori procedimenti industriali di tintura indaco del filo di cotone. Dedicherò un post a spiegare i vari procedimenti e le differenze di qualità tra uno e l’altro che sono pi differenze che si trovano nel tessuto e nel prodotto finale.

Lycra ®: Il nome registrato della fibra elastica della DuPont.

Lyocell (Tencell): Il nome generico dato ad una fibra di cellulosa sviluppata da Courtaulds e distribuita dagli stessi produttori con il nome commerciale di tencell.

Mercerizzazione: Il procedimento industriale usato per dare una mano lucida al filato o al tessuto finito e che esalta il colore.

Nylon (poliamide): La fibra sintetica inventata dalla DuPont filata in bava continua ed originalmente usata per la produzione di calze da donna. Il nylon è naturalmente idrorepellente, facile da colorare e molto resistente.

Rayon: La fibra artificiale conosciuta come rayon è prodotta dalla cellulosa rigenerata trattata chimicamente. I tessuti di rayon sono robusti, molto assorbenti e soffici. Tengono molto bene i colori e possono essere tinti con colori brillanti e durevoli. Il rayon è impiegato in molti settori, dalla costruzione di cinghie di trasmissione per motori alle protesi mediche, grazie alle sue varie caratteristiche e ala capacità di essere mescolato con altre fibre e materiali. Sino alla metà degli anni ‘80 il rayon ha avuto uno sviluppo enorme con innumerevoli brevetti, combinazioni ed usi diversi.

Right hand twill: Un tessuto twill dove le linee vanno dall’angolo superiore destro all’angolo inferiore sinistro. Levis ha sempre usato un right hand twill per produrre il suo famoso 501.

Rivetti: Un accessorio di metallo che è usato nei punti di rinforzo o per funzione ornamentale.

Sanforizzazione: Il procedimento industriale brevettato da Cluett Peabody Company per restringere il tessuto prima della lavorazione e per portare il restringimento residuo sotto l’1%. Sviluppato da Sanforize Co. a fine degli anni 20, il primo jeans sanforizato messo in commercio è stato un jeans Wrangler nel 1947.

Sandblast: Il procedimento di finissaggio di un jeans che viene trattato con sabbiatrici per dare una particolare mano ed effetto al prodotto finito. In molti casi è un procedimento manuale. Alcuni produttori di bassa qualità trattano invece chimicamente il jeans simulando la sabbiatura.

Selvedge (Cimossa): Il bordo destro e sinstro non tagliato di una pezza di tessuto. La distanza tra una cimossa e l’altra definisce l’altezza del tessuto. Nei tessuti denim è normalmente bianca percorsa da un filo rosso e indica tessuti di qualità elevata, tagli accurati e ben posizionati. Produrre un jeans con le cimosse è più costoso che produrre senza.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Questo post è stato trovato con:

lavaggi jeans, lavorazione jeans, tessuto per jeans

Commenti

comments

Previous post:

Next post: