Fare, rifare, ridisegnare, rifondare, modificare il sito web?

design sito web

in ecommerce

È sempre più comune, in un progetto di eCommerce, partire dalla coda e impostare tutte le scelte scegliendo la piattaforma, prima di ogni cosa.
Nessuna preoccupazione per come si svolge il proprio lavoro, quali sono i vincoli ed i problemi, dall’approvvigionamento delle merci, ai tempi di produzione, alle implicazioni sulla logistica, le spedizioni ed i rapporti con fornitori o con la rete vendita esistente. Tutto parte dalla scelta della piattaforma.

Anche quando si decide che è giunto il momento di rifare il sito, prima si sceglie la piattaforma, come se questa avesse un potere taumaturgico e fosse in grado di risolvere problemi che stanno spesso altrove.

Facciamo il sito, la strategia seguirà dopo.

Questo è qualcosa che nelle ultime settimane ho sentito spesso.

In realtà, più che sentito, l’ho letto tra le righe di chi chiede un consiglio su un progetto che è già partito e che non sta andando da alcuna parte.

“Ho fatto un sito vetrina, ho aperto un b2b, non voglio conflitti con i venditori, sono su Amazon e non vendo, ho deciso di rifare tutto, adesso ti spiego come voglio che sia fatto, credi che sia possibile?”

In pratica si tratta spesso della coazione a ripetere ossessivamente lo stesso errore.

  • La strategia del tuo business ha bisogno di essere rivista, quando non letteralmente impostata prima di decidere cosa si vuole fare. Senza una organizzazione strategica, la fretta di agire immediatamente su diversi fronti considera prioritario fare o rifare il sito.
  • Una situazione urgente ti assilla ed immagini che esistano situazioni possibili per cui tutto si risolve in poco tempo, i clienti comprano felici e contenti, tu scopri che fino ad oggi non hai guadagnato perché non hai visto il paese dei balocchi a portata di mano.

Cosa può essere utile.

In molte situazioni potrebbe essere sufficiente (o necessaria) una versione agile e scalabile dotata di strumenti di monitoraggio per capire cosa funziona e quali possono essere delle linee evolutive.
Esempio: lanciare un sito b2b di un produttore di abbigliamento.
Se si considerano i vincoli sui tempi della produzione di abbigliamento (scelta dei tessuti, ideazione, modellazione, prototipi, produzione), lanciare una produzione che viene messa a terra per essere solo venduta online è un rischio considerevole.
Questo rischio può essere fortemente mitigato se si considerano delle strategie alternative, non difficili da immaginare e da seguire.
L’obiettivo è cominciare a vendere e raccogliere informazioni affidabili.
Il progetto di vendita online evolverà sulla base delle informazioni e delle vendite raccolte.

Il sito non funziona, non genera risultati soddisfacenti.

Se il sito non genera risultati soddisfacenti e sta anche perdendo, la prima risposta potrebbe essere: realizza la perdita ed elabora il lutto.
Un business che non funziona è solo avvilente, oltre ad essere una emorragia di risorse che andrebbe fermata.
Costruire questo sito ha richiesto denaro e tempo investiti. Adesso scopri di avere poco traffico, pochi punti di contatto, poche vendite. La soluzione giusta è rifare tutto da capo?

Sei sicuro di non riprodurre di nuovo gli stessi scarsi risultati?

  • Cosa cambi dal progetto precedente? Il budget? Il tempo che hai messo?
  • Conosci gli aspetti fondamentali del tuo progetto? Li hai vigilati?

Se il sito manca di visibilità, dovresti capire che la visibilità non arriva dai fornitori gratuiti di traffico. Google e Facebook non sono fornitori gratuiti di traffico. Il driver di ogni attività commerciale è il traffico ed è il traffico che determina i valori immobiliari, i canoni di locazione e i canoni di affitto d’azienda. Se non hai mai speso in traffico, cosa cambi il sito?
Il vero colpevole è la mancanza di visibilità e la tua folle idea che il traffico ti sia dovuto solo per il fatto di essere online.

Cosa può essere utile.

Un sito internet non è un progetto definito in eterno. Un eCommerce è una piattaforma viva, che non cessa di evolversi progressivamente.
Più è grande l’investimento e più corri rischi, quando il sito viene messo online, se non hai idee chiare su cosa ti aspetta e non agganci al sito strumenti di analisi. Ma nemmeno è possibile ottenere risultati senza investimenti.
Una volta fatto l’investimento è decisamente sciocco rifare tutto da capo. Se hai utilizzato strumenti di analisi e sai leggere i dati, puoi lavorare per fare sempre evolvere il sito.
Nessuno ha risorse infinite di budget che permettano di cominciare sempre da capo. Ripartire sempre da zero non è certo il miglior viatico per il successo.

Adesso è il momento di fare sul serio.

Quindi fino adesso hai giocato con i soldi tuoi e degli altri?
Supponiamo che hai sempre avuto poco più di un biglietto da visita online: adesso vuoi un canale per lo sviluppo che accresca il business e che porti nuovi clienti alla tua azienda.
Il vecchio sito non era progettato per questo scopo e devi necessariamente partire da ZERO.

Si verifica anche che:

  • le informazioni raccolte dal tuo sito web sono inutilizzabili. Ammesso che tu abbia anche dei dati da Google Analytics, se il sito era una brochure online ha attirato visitatori che non riflettono certamente quelli che oggi desideri attirare.
  • Non hai dati  sui comportamenti del tuo target di utenti.
  • Non hai visibilità sulle parole chiavi interessanti per la tua azienda, perché non ci hai mai pensato.
  • Non hai idea dei canali e dei punti di contatto su cui trovare i tuoi potenziali clienti.

Insomma, sei senza armi e senza esercito…

Cosa può essere utile.

Definire profilo ed obiettivi del sito, conoscere i canali che funzionano e quelli che non funzionano su questo tipo di sito.

  • Inizia una raccolta di dati.
  • Avvia aggiustamenti veloci per affrontare gli aggiornamenti più urgenti. Cambia  contenuti ormai ammuffiti.
  • Prova campagne su più canali per capire quali possono portare più visitatori sul sito.

Il nostro sito è vecchio, immobile e dobbiamo cambiare.

Esistono siti ed eCommerce di cui qualcuno si vergogna, anche se producono un ottimo fatturato e un buon utile. La voglia di rifarlo è proporzionale alla voglia di dimostrare che si è capaci di evolvere.

La domanda importante da farsi è:

” Quali saranno le conseguenze se il nuovo design non porta un significativo aumento delle visite e migliora vendite e guadagni del nostro sito? “

  • La sindrome dell’arredamento è così forte e vale davvero la pena di assecondarla per il  semplice piacere di rifare il sito e di avere un “nuovo design”?
  • Un design più moderno migliorerà l’immagine della tua azienda?
  • Aumenteranno il traffico ed il numero dei contatti?
  • Quanto incrementerà il volume delle vendite? Raddoppierà? Aumenterà del 30 percento?

In un foglio di carta su due colonne metti queste considerazioni.

Nella prima colonna , indica il costo di una completa riprogettazione del sito. Aggiungi anche le altre operazioni che immagini necessarie come nuove funzionalità, nuova base tecnica, nuove integrazioni, nuovi collegamenti con terze parti.

Nella seconda colonna,  immetti il numero dei contatti e il numero delle visite aggiuntive che vuoi ricevere ogni mese sul sito.
Indica anche quanto dovrebbe migliorare il tasso di conversione.

Il passaggio al nuovo sito, la spesa e la transizione al nuovo sito è interessante per la tua azienda?

Cosa può essere utile.

Se il tuo sito attuale ha un problema di traffico, la priorità non è ridisegnare l’interfaccia. La priorità è risolvere il problema di acquisizione di visitatori e la trasformazione in clienti.

  • Devi capire il motivo per cui il tuo sito oggi non attira abbastanza visitatori.
  • Identificare i canali di acquisizione dei visitatori più redditizi per il tuo business attuale. E no, la SEO non è sempre la migliore risposta.
  • Specificare come il tuo sito sarà integrato con i canali principali, come funziona l’integrazione con il CRM, come funziona la lettura e l’analisi dei dati di business.

Il nuovo design del sito è una parte della soluzione. Ma prima hai bisogno di un piano chiaro per attirare e convertire i visitatori.

Decidi cosa preferisci.

  • Un eCommerce nuovo di zecca, che costa diverse migliaia di euro, ma che genera gli stessi clienti e le stesse vendite del vecchio sito?
  • Un vecchio eCommerce che ti fa vergognare, ma con una interfaccia e un progetto che genera ogni mese sempre più clienti?

Prima di decidere una riprogettazione, analizza attentamente il tuo sito.
Potrebbe essere meglio impostare miglioramenti concreti per aumentare direttamente il numero di visite e contatti.
Ognuno dei miglioramenti può essere attivato sul sito, riducendo i costi di progettazione.

Questo progetto ha poco budget. Questo progetto non ha budget.

Una realtà molto comune è la mancanza di budget.
A priori, la soluzione possibile sembra quella di negoziare il budget, trovare i migliori partner con i prezzi più accessibili, ridurre il perimetro del nuovo sito, sperando di non influenzare la qualità del risultato finale.

Questa è una scommessa molto rischiosa, che ogni volta che ho lavorato per accettarla è stata una scommessa perdente.

Cosa può essere utile.

Se la tua azienda ha decisori e  organi di controllo, devi provare loro che vale la pena investire per raggiungere gli obiettivi definiti.
Non è il consulente a cui ti rivolgi che deve dimostrare di crederci. Il consulente non è un investitore. Parliamo della tua azienda e se tu sei la prima persona a non credere in quello che fa, ascolta ancora una volta il consiglio più efficace: smetti di perdere ed elabora il lutto.

Non sacrificare il budget immaginando una soluzione completa che scenda a compromessi su ogni istanza.
Conciliare revisione completa e budget limitato è una attività perdente.

Devi invece optare per un percorso strategico: investire porzioni del tuo budget in operazioni tattiche a basso costo.
Ogni operazione tattica deve ottenere risultati misurabili: in questo modo capisci il valore delle cose che servono e il potenziale di una revisione completa del sito.

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