Facebook, Spam e Netiquette (o Buona Educazione)

spam netiquette

in social network

Alex Badalic ha postato una nota su facebook in cui afferma il suo fastidio per il bombardamento continuo di richieste. Poi ha pubblicato un post il brutto anatroccolo #21
Cito Alex Badalic perché mi piace il suo modo di porre la questione ed il suo punto di vista non è mai banale e scontato.
Confesso invece che provo un deciso fastidio quando vedo persone o ascolto dibattiti su Facebook, in cui si tratta la questione con sopracciò. L’invito alla moderazione, alla frugalità, ai costumi parchi in questa epoca di cambiamento, fatto da una compagnia di giro che si riconosce a naso per le letture “giuste”, le frequentazioni “corrette”, i “bei” posti in cui passare le vacanze, mi fa ridere.
Tutto è bello quando lo scopro “io” e te lo racconto, poi se arrivi “tu”, “io” cambio aria…

Ho scoperto Facebook dopo che da alcuni mesi, e forse un anno o più, lo usavano le mie figlie. Pur avendo un mio account guardare le loro foto mi sembrava invadere la privacy.
Poi vedendo il loro utilizzo ho avuto una visione (una epifania, per usare un linguaggio più alto).
Una sorta di homepage in cui entro, scambio due chiacchere veloci, metto tre foto, commento lo stato degli altri, scrivo un mio pensiero immediato, concordo un appuntamento per uno spritz.

Facebook mi ha appassionato e appassiona ancora. Mi sono divertito con i giochi, le applicazioni sceme, i quiz improbabili, ho spammato a dovere come mai avrei pensato di fare in un contesto normale di relazione con le persone.Per qualche mese non mi sono nemmeno preoccupato di farlo, perchè il fervore del neofita superava la ragionevolezza e perché in fondo, farsi gli affari degli altri, piace a tutti (anche a chi lo nega a se stesso).
Poi subentra una riflessione, nel momento in cui Daniele Bogiatto mi chiede di raccontare quello che ho trovato su facebook e di condividerlo.

Io vendo. Vendo le cose che compro e vendo le cose che conosco. La rappresentazione delle merci è una parte della vendita e la vendita è una commedia in cui si attribuiscono le parti. Metto in piedi una scena giornalieria e continua, e mi piace.
Ma un buon venditore non deve essere invasivo.
Confesso che sono anche prevenuto per le campagne a favore dei “martiri della libertà”, ho fastidio a firmare appelli, e credo che un modello di business basato sul tutto gratuito sia una mezza truffa. Qualcuno che paga il conto ci deve sempre essere e, per antica abitudine, so che quello che pago lo uso fino in fondo, ed il gratis dopo un po’ lo butto via.

Però, però, al fondo ci vuole la cosidetta buona educazione e la compassione, che è la qualità che ci fa vivere vicino agli altri, condividendo cose e chiedendo rispetto.
Ho spammato e mi scuso per quando l’ho fatto, la foga del catecumeno ha prevalso sulla ragione.
Ora sto più attento ed ho meglio progettato le cose che faccio ed il consiglio, anche se non richiesto, va dato. Facebook è bellissimo ed ha tanto da esprimere, a più livelli ed in modi oggi anche inespressi e la regola è che bisogna anche dare, non solo chiedere e non sempre parlarci addosso.

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