Facebook: il tuo account è stato cancellato

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Quando ci iscriviamo per la prima volta a Facebook, ma vale per ogni servizio che adottiamo in rete, sottoscriviamo un accordo con gli utenti che non leggiamo mai.

In questo sono presenti le condizioni di utillizzo, le clausole di esclusiva, la proprietà intellettuale, cosa si può fare e cosa non si deve fare. Spesso pensiamo che solo perché è gratuito, tutto sia permesso e che le regole in fondo non valgano.
Ogni giorno Facebook sospende moltissimi account per violazione delle politiche e degli accordi e contemporaneamente riceve migliaia di lettere di protesta. In linea di massima alla prima protesta si è riabilitati in modo automatico, diventa sempre più difficile in una seconda o terza occasione.

Questo si deduce dalle lettere di protesta che girano in rete, sia di utenti famosi (veramente famosi) che di normali utilizzatori di Facebook.

La settimana scorsa è toccato a Lindsay Lohan, la popolare star di Hollywood che è andata a lamentarsi nel suo blog su MySpace (ed è interessante leggere tra le centinaia di commenti che accompagnano i post). Tra tutte le false Lindsay Lohan che popolano il web, proprio all’unico account autentico è toccato in sorte di essere disabilitato. Per un’ attrice e personaggio discusso come la Lohan, essere un falso di se stesso, è una parte notevole, ma si nota anche quanto la Lohan abbia a cuore il proprio account, i propri contatti e le proprie applicazioni, nel momento in cui chiede con forza il ripristino dello stesso.

Per la terza volta è toccato ad Aldo Nove, e pure al leghista Matteo Salvini l’account è stato disabilitato, ed una interrogazione è stata presentata in parlamento.

Senza farne una questione di martiri della libertà di stampa ed espressione, si possono notare alcune cose. Al momento della sottoscrizione dell’accordo con gli utenti, che nessuno legge quando ci si iscrive, si accetta che Facebook sia giudice unico della nostra permanenza sulla piattaforma, che le regole e gli accordi possano essere cambiati unilateralmente e che le leggi del Delaware regolino il rapporto tra utente e piattaforma. Nel complesso, le cose che ognuno accetta negli altri social network o nei più diffusi marketplaces.

Si ricorda che il profilo personale è dedicato alla persona e sono quindi potenzialmente a rischio tutti gli account che mettono l’azienda sul profilo personale o che usano l’account personale per promuovere continuamente l’azienda. Per questo ci sono le pagine aziendali. Poiche in tanti usiamo il profilo personale per referenziare la nostra persona e le nostre attività commerciali, facciamolo in modo preciso, seguendo una opportuna strategia. Il consiglio è di usare le note, o i feed rss connessi al proprio blog, le foto, con attenzione a quello che si pubblica.
Da evitare gli invii massivi e continuativi di mail ai propri contatti, che può essere considerata un’attività di spam.
Vale per alcuni giochi, applicazioni e pseudo test (più o meno divertenti) che sono costruiti come catene di sant’antonio invasive e fastidiose. In realtà abbiamo tutti usato (ed abusato) di queste cose, a volte in modo inconsapevole, altre per vedere come funziona e prima ancora perché presi dall’entusiasmo del neofita. Ed anche i messaggi di posta che vengono replicati nelle risposte a tutta la catena dei contatti, magari solo per un saluto ed un augurio.

Lo stesso è per i cambiamenti di stato. Il numero dei cambiamenti di stato è limitato a 10 per giorno, per evitare spam, ma questo limite si supera senza problemi quando l’aggiornamento è fatto via Frienfeed, il popolare aggregatore di contenuti.

Se abbiamo un’azienda usiamo le pagine azienda, dove è possibile inserire applicazioni precise, utilizzare opportunamente i file rss per un aggiornamento costante del proprio ecommerce, che riporta i nuovi articoli in vendita e dove si possono introdurre video, animazioni e altro ancora usando una speciale versione di html, chiamata fbml.
Il raccordo con la propria pagina personale si può fare con la pubblicazione di note e con la creazione di un corporate blog che gira anche con l’applicazione blog network.

Al di là degli incidenti, sempre in agguato e sempre possibili, se agiamo in questo modo usiamo a fondo tutte le potenzialità di Facebook, sia quelle oggi presenti, che gli sviluppi successivi.

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