L’attacco terroristico a Mumbai coperto da Twitter

mumbai twitter

in social network

Tweeting the Terror, è il titolo di un articolo di Cnn sulla copertura di Twitter di un evento planetario come l’attacco terrorista a Mumbai che è arrivato a fornire le notizie direttamente alle televisioni dal vivo del disastro.

In questa situazione emerge con forza la potenza di Twitter e del microblogging. Se la guerra del golfo del 1991 è stato la scoperta della televisione che copre notizie in diretta e sul campo (CNN e poi Fox news), e se la guerra in Iraq è stata la diffusione dei blog come diari personali e commenti autorevoli, la battaglia urbana a Mumbai vale la scoperta di Twitter e la capacità di copertura degli eventi del microblogging.

http://twitter.com/BreakingNewz un account su Twitter che nel nome dice la sua missione
http://twitter.com/mumbaiattack uno dei tanti account creati nell’immediatezza dell’evento
una delle possibili directory di ricerca , con uno schema che vale anche per altri eventi
http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8& … 6af3ad1008 la mappa di Google per capire dove si svolge l’evento
http://en.wikipedia.org/wiki/Main_Page … ai_attacks la pagina di Wikipedia già uscita.
Le stesse catene televisive che hanno seguito in diretta gli eventi erano guidate dai tweeters che davano notizie ed indicazioni.

E’ presto per fare valutazioni approfondite, ma si possono già notare due cose:
-la copertura immediata di un evento, con alcuni tweeters che sembravano parlare direttamente dall’interno degli hotel sotto attacco,  il blog MumbaiHelp che offriva notizie ed aiuto ai familiari delle persone potenzialmente coinvolte con un servizio di qualità, come pure le richieste di donazione di sangue, le foto pubblicate su Flickr.

-il rumore di fondo e la modifica dell’informazione nel momento in cui passa di mano in mano, per cui molte cose erano inattendibili: questo per sottolineare che si pone sempre in primo piano il rapporto tra la notizia in quanto tale ed il principio di autorevolezza a cui difficilmente si può derogare quando si vuole seriamente riflettere sulle cose.

Questo vale sia per le notizie che sottolineavano la richiesta del governo indiano di non diffondere messaggi, o la richiesta presunta di chiusura di alcuni server, come i ritardi lamentati da molti nella pubblicazione nei siti e nei blog di foto e reportage presi sul disastro.

Tra le mille cose da segnalare scelgo quello che ha scritto  “naomieve”: “Mumbai is not a city under attack as much as it is a social media experiment in action.”

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