Dropshipping: 5 problemi e 5 soluzioni.

dropshipping - problemi e soluzioni

in ecommerce

Il dropshipping è un modello di business che affascina perché puoi vendere senza gestire direttamente un inventario, puoi seguire le vendite dal desktop o da un tablet e molti immaginano che si diventi ricchi in poco tempo, senza sforzo.
Il dropshipping può essere usato su tutto il catalogo, oppure solo su una parte delle merci in vendita, ma non è esente da sfide, rischi e pericoli.

Sfida numero 1: basso margine di profitto.

Se parliamo di dropshipping rivolto al consumatore, un classico B2C, il tuo fornitore di merce dovrà spedire ogni volta che vendi una singola unità, mentre se vendi all’ingrosso, raccogliere l’ordine, prepararlo e spedirlo è decisamente più facile. E’ chiaro che il tuo fornitore di merce in dropshipping può chiedere dei prezzi più alti in funzione dei maggiori costi che la vendita unitaria comporta.
Può anche richiedere una fee per averti come cliente che copra in parte la movimentazione delle merci, l’imballaggio e la logistica.

Per i proprietari di uno shop online questo è un costo ed il margine medio che rimane si aggira intorno al 15-20 per cento. Sottrai i costi di gestione della tua attività e guardi desolato il poco che ti rimane.

Prima soluzione – compensare con prezzi più alti.

La soluzione più ovvia sarebbe quella di aumentare i prezzi ed il margine di profitto. Se pensi che il prezzo più basso vinca sempre, sbagli. E sbagli anche se te ne freghi dei prezzi di vendita. I prezzi vanno modulati sui prodotti ed è importante aumentare il valore percepito dal cliente. Qui entra in gioco anche la tua capacità di descrivere i prodotti. Non mantenere la descrizione standard del prodotto, ma intervieni e modifica, almeno una parte dei prodotti in vendita.

Seconda soluzione – compensare con i volumi di vendita.

Per pochi ordini al mese potrebbe non valere la pena lavorare in dropshipping. Ma se trasformi le quantità e punti ai volumi allora diventa un business. E’ questione di matematica: tutta la vendita è questione di matematica.
Parla anche con il tuo fornitore, sapendo che uno sconto anche piccolo si trasforma in un moltiplicatore dell’utile. Fai sempre bene i conti e vedrai che è così.

Sfida numero 1: è durissimo fare campagne AdWords sul dropshipping.

Riepilogo lo scenario: forte concorrenza, bassi margini di profitto, parole chiave costose.
Però non è una sfida impossibile, è una sfida praticabile, anche se a volte si commettono errori.
Qui devi ragionare sul costo di acquisizione del cliente che non può superare il tuo margine.

Prima soluzione: ottimizzare gli annunci

Devi essere disposto a testare, ottimizzare, testare, ottimizzare, provare e riprovare.
Devi arrivare ad avere annunci super specifici con parole chiave specifiche che indirizzano a pochi prodotti ad alta rotazione.
Non è ragionevole aspettarsi di vendere tutti gli oggetti del tuo negozio online con AdWords. Devi trovare i top perfomer e spendere il tuo danaro su questi prodotti.
Ancora una volta è un problema di matematica.

Seconda soluzione: trovare altre fonti di traffico.

AdWords non è l’unica fonte di traffico. Prova con Facebook Ads (anche Facebook non è il tuo fornitore di traffico gratuito…), imposta la crescita della tua lista di clienti e contatti, sviluppa una strategia di contenuti, indirizza il traffico da altre fonti, crea clienti soddisfatti.
Se pensavi che vendere in dropshpping fosse una passeggiata di salute, hai sbagliato strategia. Cambia strategia

Sfida numero tre: Troppa concorrenza

Il drophipping è facile, molto facile, così facile che chiunque, tu, io, mio cugino e tuo zio possono fondare un negozio online e vendere immediatamente. Tutti vendiamo lo stesso prodotto, stesso prezzo, stesse foto, stessa descrizione. Migliaia in guerra per catturare l’attenzione dei clienti. Nel frattempo ti sei dimenticato che Amazon vende la stessa cosa tua e mia (se non la stessa, molto simile).

Prima soluzione: essere il migliore.

Noi due abbiamo un negozio che vende cover a pochi soldi. Ma potrebbero essere diversi. Il mio sembra uscito dalla macchina del tempo ed il tuo essere diverso, così diverso da non sembrare nemmeno incentrato sul prodotto.
Esistono margini di miglioramento per tutti.
Conosci la concorrenza? Sai riempire i buchi lasciati dai concorrenti? Puoi mettere uno sforzo nella progettazione di un modello di business e far apparire la tua passione?

Seconda soluzione: andare dove non c’è ancora nessuno.

Il 90% dell’attività di un negozio è marketing, inteso come modo di stare sul mercato. Marketing NON è pubblicità.
La maggior parte delle persone commercializzano loro stessi ed i loro prodotti tutti nello stesso luogo: ricerca organica, comparazione prezzi, ads a pagamento.
E se fosse possible trovare i clienti altrove?
Ci sono esempi di prodotti di nicchia che vendono ad un gruppo di appassionati. Rileggiti 1000 veri fans, una volta, due volte. Concentrati sulla creazione di fiducia, non spammare.

Sfida numero quattro: Molto poche opportunità di branding

Aggiungo ulteriori difficoltà.
Non hai controllo sulla merce, non controlli la spedizione, non controlli l’imballo, l’etichettatura e quello che c’è dentro la scatole. Difficile fare del branding personalizzato.
Un modo per fare una buona impressione è far inserire una nota di ringraziamento e concordare un imballaggio memorabile.

Prima soluzione: gestire un eccellente servizio clienti.

Non avere il controllo sul prodotto, non significa rinunciare al controllo sull‘esperienza del cliente sul tuo sito, sulla navigazione, sull’acquisto e su qualsiasi attività di gestione post vendita. Devi dedicare tempo, perché le vendite non arrivano con la fatina dei denti, ma arrivano dal tuo lavoro.

Come fare una buona impressione ai tuoi clienti.

  • Pagine prodotto impressionanti. Grandi immagini, descrizione potente. Devi fare una pagina prodotto così vischiosa che i clienti non hanno bisogno di andare da un’altra parte per cercare prodotti analoghi.
  • Costruisci un checkout facile.
  • Rendi facile contattarti. Metti bene in grande chi sei, dove sei, come ti chiami, il tuo numero di telefono fisso.
  • Personalizza le mail post vendita che spesso sembrano scritte per far annullare la vendita.
  • Ai clienti che spendono molto invia un ringraziamento personale. Chiamali al telefono, invia una mail speciale. I clienti non sono tutti uguali.
  • Se qualcosa va storto, intervieni subito.

Seconda soluzione: essere molto attivi sui social media.

Una potente ed attiva presenza sui sociale media è un buon modo per costruire un brand. Non è tanto per i prodotti quanto per far vedere che anche tu hai un volto umano.

Sfida numero cinque: problemi di logistica e disponibilità.

A parte tutto, la spina sul fianco più grande per un dropshipper è legata alla disponibilità e alla spedizione della merce. Sei tu che vendi, sei tu responsabile della merce, sei tu che devi mantenere le promesse. Il tuo fornitore non è responsabile della vendita e se il prodotto non c’è oppure arriva in ritardo, devi adempiere ad un processo doloroso: comunicare il problema al tuo cliente.
Peggio di tutto è quando trovi un fornitore che prende le cose facili, spedisce quando ha voglia, due, tre giorni dopo, senza alcuna comunicazione.
Mettiti nei panni del cliente e capisci quanto possa essere nervoso.

Soluzione: prendersi i tempi e non finire impiccati con le proprie mani.

La soluzione più semplice è quello di dare le informazioni in anticipo al cliente e gestire uno o due giorni in più sui tempi di imballo e spedizione.. Se sai che i tempi medi sono più lunghi per alcuni articoli, conviene offrire la spedizione gratuita. Tieni sempre il contatto con il cliente.

Conclusione.

Vendere in dropshipping è una sfida e prima di tutto è un lavoro. Per il tempo libero c’è altro.

 

Immagine di derplani su Pixabay

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Commenti

comments

  • Zeno

    Ciao Giovanni,
    bello l’articolo.

    Ho una domanda ulteriore sula spedizione:
    dal momento che spedisce il mio fornitore e non io direttamente (dropshipper), non c’è il rischio che il mio fornitore contatti il mio cliente?

    In teoria il fornitore ha “quasi” tutte le informazioni:
    – nome e cognome
    – indirizzo fisico
    – telefono

    E’ un problema inesistente o reale? Se reale, come si potrebbe risolvere?

    Grazie
    Zeno

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