Errori possibili quando si vende sui marketplace.

errori sui marketplace.

in amazon

I marketplace come eBay ed Amazon raccolgono tantissimo traffico e presentano i tuoi prodotti a milioni di utenti potenzialmente interessati. E’ una vendita con pagamento a perfomance, se vendi paghi una commissione e sono un ottimo canale per i rivenditori online. Ci sono attività commerciali che sono nate e si sono sviluppate sui marketplace senza mai avere bisogno di costruire un proprio sito di vendita e continuano a realizzare vendite e profitti interessanti. E ci sono anche aziende che usano eBay ed Amazon come un trampolino per raggiungere altri clienti.
C’è una parte significativa del pubblico per cui la prima scelta di navigazione, alla ricerca di prodotti da comprare, è all’interno dei marketplace. Purtroppo, gestire centinaia o migliaia di prodotti su un marketplace è un compito gravoso e si possono commettere errori costosi.

Il primo errore: tenere i prezzi troppo bassi.

Prendi ad esempio la vendita su Amazon. Dovendo usare le stesse foto e le stesse descrizioni della concorrenza, succede che l’unica competizione si ha sul prezzo ed in parte sui commenti dei clienti.
Un commerciante deve essere disposto a combattere sul prezzo, ma non al punto da rimetterci a lungo.

Il secondo errore: descrizione sbagliata del prodotto.

Al contrario di Amazon, eBay consente una forte personalizzazione della scheda del prodotto. In questo caso il ragionamento da fare è molto simile alla costruzione di una landing page che deve convincere il visitatore all’acquisto. Ottime foto, descrizione accurata, presentazione dell’offerta, condizioni chiare e precise, sono elementi che servono ed aiutano.
Ricorda anche che eBay ha un suo motore di ricerca e che i titoli sono molto importanti. Usa, possibilmente, tutti gli 80 caratteri a disposizione.

Il terzo errore: non gestire bene il proprio inventario.

L’inventario e la gestione del magazzino può essere una fonte di errori per i dettaglianti che vendono in diversi canali, tra cui i marketplace.
E’ importante avere un programma di gestione che assegni l’inventario ad un particolare canale di vendita e tenga conto di quanto succede per non trovarsi nella condizione di vendere dei prodotti contemporaneamente e rimanere senza merce con il cliente che abbia acquistato.

Tra i diversi programmi di aggiornamento e gestione, la mia personale preferenza va a Store360 per la completezza del prodotto e le molte personalizzazioni possibili.

Il quarto errore: perdere delle opportunità di marketing.

I marketplace generano vendite dirette, ma vanno anche interpretati come un modo a buon mercato per trovare nuovi prospects e per costruire relazioni durature con i clienti. Se dividi le commissioni annuali pagate su Amazon o eBay per il numero dei clienti trovi il valore di acquisizione del cliente.

Uno studio condotto da Adobe ha indicato che i clienti che tornano per un secondo acquisto spendono tre volte più degli acquirenti che fanno un unico acquisto, e i clienti che fanno tre o più acquisti spendono fino a cinque volte di più. Sapendolo, è importante incoraggiare gli acquirenti a tornare per acquisti futuri.

E’ vero che le norme sulla gestione della privacy non consentono di inviare newsletter ai clienti dopo la conclusione del ciclo di acquisto. Ma ci sono molti modi per chiedere ad un cliente di iscriversi ad una newsletter, rispettando tutte le norme. All’interno di eBay c’è un modulo preciso per inviare newsletter, ma si può anche utilizzare l’invio della merce al cliente per inserire un coupon per un futuro acquisto nel proprio negozio online.

Amazon non consente di usare le spedizioni per agganciare un cliente con buoni e coupon, ma è sempre possibile spedire al cliente una cartolina di follow up per ringraziarlo dell’ordine e fargli sapere che esiste un sito web ben assortito.
In questo caso, mettere assieme nuovi strumenti di comunicazione e strumenti “antichi”, ma consolidati, si rivela spesso una mossa vincente.

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