Tendenze internazionali per l’ecommerce.

vendite internazionali

in ecommerce

Il commercio transfrontaliero è al centro delle strategie di e-commerce di molti rivenditori.
Questi sono i dati di una ricerca condotta da Channel Advisor:

  • il 17% dei retailer europei stanno anticipando l’espansione in Asia entro i prossimi due anni (il 17% dei retailer sta già vendendo in Asia);
  • il 21% sta puntando al Nord America in aggiunta al 34% che già vende in Nord America e al 13% che si espnderà in Sud America;
  • I dettaglianti intervistati sono comunque molto attivi in Europa con il 91% presente nel Regno Unito (il mercato europeo con la maggior penetrazione delle vendite online) ed il 71% attivo in altri paesi.

Il tema del commercio transfrontaliero non è limitato alla sola Europa.

Secondo una ricerca Forrester presentata sempre da Channel Advisor il commercio transfrontaliero negli Stati uniti cresce del 15% anno su anno.
Le cose da capire sono:

  1. Perché il commercio transfrontaliero è attraente per i rivenditori.
  2. Quali sono gli strumenti per aiutare l’espansione internazionale.
  3. Dove dirigersi e dove si concentrano le maggiori opportunità.

Perché i rivenditori sono in espansione.

I dettaglianti rivolgono sempre la loro attenzione alla domanda di mercato e lavorano sempre con lo scopo di far crescere i profitti in ogni parte dove questo sia possibile.
I consigli fondamentali possono essere questi, se punti a far crescere la tua presenza internazionale.

1 – Attrarre nuovi clienti.
Inserirsi in un nuovo mercato offre ai retailer un vasto numero di nuovi potenziali clienti. Una situazione molto interessante per i rivenditori che operano in mercati più maturi e dove la concorrenza interna è più forte ed è difficile mantenere i nuovi clienti. In questo caso, l’internazionalizzazione è una soluzione potenziale di crescita.
Inoltre, poiché le mode vanno e vengono come le stagioni, un nuovo mercato mette in condizione di trovare una base di clienti più interessati ed impegnati per un prodotto specifico, soprattutto se il prodotto in questione non è tradizionalmente disponibile al di fuori del mercato domestico.

2 – Scegliere un mercato sotto servito.
Se un rivenditore entra in un mercato immaturo ed arriva da un mercato relativamente avanzato, può avere notevoli vantaggi rispetto alla concorrenza locale in termini di raffinatezza del sito, esperienza dell’utente e servizio al cliente. E’ chiaro che bisogna conoscere la concorrenza potenziale locale e stabilire se si hanno strumenti e mezzi per sopravanzarla in questi specifici settori.

3 – Superare le stagionalità.
Se lavori in un settore con magazzini stagionali, entrare in un mercato in un emisfero diverso può essere una ottima soluzione per spostare stock in eccesso. Quando l’estate finisce in una parte del mondo, inizia nell’altra parte e si può allungare la stagione di vendita. Questo libera spazio nei magazzini e migliora i margini, riducendo la necessità di liberare lo stock vendendolo a prezzi fortemente ridotti.

4 – Trovare similitudini tra mercati.

Mentre il comportamento del consumatore può variare notevolmente tra le culture, ci sono alcuni mercati transfrontalieri che sono più appropriati per facilità di accesso di altri. Elementi come il linguaggio comune, la propensione turistica verso alcuni paesi, sono il modo di testare la possibilità di espandersi internazionalmente con clienti di natura simile.

5 – Miglioramento delle infrastrutture.
Il primo pensiero va ai marketplace come eBay, Amazon, Rakuten. Sono i migliori veicoli per avviare i tuoi piani di espansione internazionale, perché consentono di rivolgersi ad un cliente estero come se fosse un cliente locale. Inoltre i pagamenti si stanno unificando e concentrando in alcune modalità comuni. Ormai esistono anche traduzioni in lingua convenienti (per favore, non usate Google Translate, rivolgetevi ad esperti…)

Torneremo prossimamente con la seconda parte di questo dove esploreremo gli strumenti che è possibile utilizzare per alimentare i tuoi piani globali.

Fonte di questo post:  Tendenze internazionali in E-Commerce – Parte 1

 

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