Magazzino e spedizioni: due aspetti sottovalutati nell’ecommerce.

magazzino e spedizio

in ecommerce

Nella costruzione e realizzazione di un progetto di e-commerce, magazzino e spedizioni sono spesso le ultime cose del progetto, che si sistemano dopo aver pensato alla grafica, ai caratteri tipografici e magari dopo aver riflettuto dove mettere il pulsante compralo subito.
Il problema è che, a meno di non vendere prodotti digitali, le merci occupano uno spazio, pesano, ingombrano, devono essere spostate, spedite ed il cliente deve ricevere in tempi ragionevoli esattamente quello che ha ordinato.

Non solo. Esiste un preciso rapporto tra dimensione del magazzino, indice di rotazione delle merci, tempi e modi di approvvigionamento e capacità di soddisfare le richieste dei clienti. Questo rapporto poi si complica quando le merci vendute sono anche divise per taglie e colori.

Vendere online non è solo traffico e acquisizione clienti.

Le aziende che vogliono vendere online, soprattutto le più piccole, si concentrano sull’acquisizione di traffico, sui tassi di conversione, sui nuovi clienti e sui clienti ricorrenti. Molte aziende dimenticano che vendere è mettere assieme tutte le attività organizzative, gestionali, strategiche che portano un prodotto ad essere gestito attraverso diverse fasi fino alla consegna finale al cliente.
E’ chiaramente un flusso di informazioni che deve essere governato in modo coerente, evitando il più possibile errori.

Le metriche da misurare dovrebbero essere:

  • Tasso di errore sugli ordini acquisiti.
  • Tasso di errore sugli ordini spediti.
  • Costo effettivo della spedizione rispetto al costo applicato al cliente.
  • Tempo di lavorazione di un ordine: in quanto tempo si prepara l’ordine del cliente.
  • Tempo medio che passa dal momento della ricezione di un ordine al momento della consegna allo spedizioniere.

Errori e costi di gestione.

Gli errori possono derivare da codifiche sbagliate. La merce passa dalla produzione al magazzino, ci sono errori di etichettatura ed il cliente riceve un prodotto diverso da quanto ordinato. Il discorso sulla corretta codifica e sulla intangibilità di questo dato nel corso di tutta la gestione produttiva merita un discorso più approfondito, perché la maggior parte degli errori deriva dall’inventario e da errori di codifica.

In ogni caso, la gestione del magazzino ha costi evidenti e costi occulti, che possono intaccare la redditività della vendita online se non ben gestiti e se non è previsto un adeguato flusso delle informazioni nei molti casi che si verificano nella pratica operativa di tutti i giorni.

Il flusso di lavoro.

Il flusso di lavoro più comune è il seguente:

  • L’ordine viene ricevuto dal carrello dell’ecommerce oppure dal sistema di gestione degli ordini del B2B.
  • L’ordine è verificato. Si controlla che il cliente sia attivo nel caso di B2B, oppure si controlla l’esistenza di un indirizzo reale nel B2C, in un primo sommario controllo anti frode.
  • Si stampa il Packing slip: l’ordine origina una bolla di accompagnamento.
  • Si recuperano gli ordini nel magazzino che vengono sistemati in un contenitore.
  • Si procede ad un controllo di conformità e di qualità. La merce è esattamente quella ordinata dal cliente, stiamo consegnando un prodotto perfetto e integro?
  • Gli ordini controllati sono spostati nell’area spedizioni.
  • Chi si occupa della spedizioni imballa correttamente la merce venduta, controlla che sia ben messa e sicura nell’imballo. Il pacco è poi controllato, pesato, misurato e selezionato in  funzione del vettore e del luogo di spedizione.
  • Al pacco si attaccano le etichette di spedizione.
  • I clienti sono informati della spedizione. Il sistema informatico è integrato con le informazioni del corriere e le informazioni di tracciatura sono inserite nelle mail transazionali.
  • I costi di spedizione sono tracciati e tornano indietro, con tutti gli altri dati, al sistema di contabilità dell’azienda ed ai relativi centri di costo.

La struttura dei processi esecutivi.

Gestire ordini, spedizioni e consegne è fastidioso e ripetitivo e proprio per questo il rischio di errori è molto alto. Se i processi esecutivi sono strutturati, se le persone che lavorano seguono gli stessi passi, se si stabiliscono obiettivi e standard di qualità da misurare continuamente, si migliorano le prestazioni dell’intero reparto. E soprattutto si evitano spese, ordini incompleti ed inesatti che generano anche rimborsi e oneri di rispedizione.

 

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fonte di questo post:  How to Monitor, Prevent Fulfillment Errors

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Commenti

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  • Tutto giusto, come sempre, aggiungerei solo che l’unico contatto “umano” che ha il cliente con la ditta venditrice e’ proprio l’oggetto, ed il suo imballo, ed il corriere addetto alla consegna. Spesso curare poco questi due aspetti potrebbe abbassare la soddisfazione del cliente!

  • Tutto questo per la gestione dell’e-commerce sul territorio nazionale. Le cose si complicano ulteriormente nel caso in cui le spedizioni siano destinate in territori extra-europei.

  • Articolo molto interessante, spesso nei progetti ecommerce l’aspetto logistico viene trascurato, ma andrebbe considerato come un elemento del marketing mix. Inoltre dovrebbe essere elemento di riflessione strategica, ovvero cosa la mia azienda e cosa invece affido ad altri?.

  • Il post mette in risalto un aspetto che molti non tengono in considerazione.
    Ci si dimentica che un e-commerce alla fine deve avere anche uno spazio fisico abbastanza grande e ordinato.
    Certo in un primo momento si pensa “iniziamo con il sito e poi si vedrà” solo che se si vuole iniziare bene si devono valutare tutti gli aspetti

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