Amazon, eBay, Google: the Marketplace war

amazon centro di distribuzione

in amazon

Grande interesse e rumore intorno alle guerre che si combattono sul web: Amazon vs eBay sui marketplace, Google vs Yahoo vs Bing sulla ricerca, Google vs Apple sul mobile.
Ad una lettura più approfondita le cose sono molto più intersecate e complesse. E lo scenario potrebbe anche essere diverso.

Amazon – Google

amazon e crescita ecommerce dal 2003 al 2009
Questo grafico di Silicon Alley mostra come Amazon cresca percentualmente più delle vendite online in US e più delle vendite offline,con il punto di sorpasso collocato nel 2007.
Il fatto è che Google riceve gran parte dei suo incassi dal mondo del retail, ha espanso le sue attività in molti altri settori, ma nel settore del retail sembra non abbia migliorato la sua posizione. Ad esempio, Google Checkout, il sistema di pagamento online di Google, sembra atrofizzato a confronto di PayPal (gruppo eBay) e della sua vorace onnivorità in ogni sistema.

Ancora una serie di dati:

Il traffico di Amazon cresce del 12,51% su base annua, contro il 4,41% di Google seguendo la stima ad aprile 2010 di Compete. Google ed Amazon sono già concorrenti sul loro core business: le ricerche degli utenti che cercano di comperare un oggetto. Le altre ricerche correlate a notizie, blog, video, sono più una perdita che un guadagno.
Fino a quando le ricerche sono frammentate in un mucchio di competitori, il cliente cerca su Google, trova una risposta e poi fa l’acquisto nel sito di riferimento. Google di fatto è un intermediario indispensabile.

Ma cosa succederebbe se il mercato fosse dominato da un fortissimo competitore ? Non potrebbe il cliente uscire dall’intermediazione oggi necessaria ?

Amazon vende solo il 30% del proprio catalogo appoggiandosi a negozi online, e sta lavorando per aumentare il catalogo sul settore Abbigliamento e Calzature e far crescere Fulfillment By Amazon. Il prodotto non è solo immagazzinato e spedito da Amazon, con taglio dei costi e con spedizione e recesso gratuito. Vale anche per garantire una ottima esperienza,  completamente coperta dal supporto di Amazon.

A fine 2010 dovrebbe essere presente Amazon in Italia e dovrebbe essere possibile inviare prodotti su Google Product Search nella combinazione euro/italiano.
A dimostrazione che non siamo un mercato secondario e che con 60 milioni di abitanti e ancora per il momento una bassa penetrazione degli acquisti online, l’Italia diventa un terreno di scontro che offre buone opportunità per i competitori.

Ebay, Paypal, i pagamenti online

Ebay non possiede direttamente i prodotti, eBay non ha un sistema di catalogo basato su codici a barre come Amazon. Ebay è il più grande marketplace, dove le aziende, i produttori, i distributori, hanno un loro spazio per vendere. Negli ultimi anni la crescita di eBay è rallentata, soffre della concorrenza e dell’assortimento di prodotto di Amazon.

Ebay ha ancora problemi sulla ricerca. Best Match fatica a restituire risultati rilevanti e congruenti ai desideri dei consumatori, eBay sta forzando molto nella direzione di “imporre” una esperienza significativa di vendita, paragonabile ad Amazon. L’introduzione di Net Promoter Score nella valutazione dei venditori spingerà in questa direzione, ma un conto è agire con pochi grandissimi venditori, un conto è avere centinaia di migliaia di piccoli e medi account da gestire con tutti i problemi che hanno le piccole aziende.
Nonostante tutto eBay è sempre il miglior campo per un’azienda che voglia testare il gradimento del suo prodotto. Più ancora per prodotti di “secondo mercato”, fine serie, liquidazioni, rappresenta una ottima opportunità. Da non sottovalutare la crescita del mercato locale dato da eBay Annunci .

La punta di lancia di eBay è Paypal con tutte le sue derivazioni.
Se nel futuro della rete c’è la crescita del Mobile, è indubbio che l’applicazione killer è l’ecommerce, non la pubblicità. Apple, Google, Nokia, hanno i loro pagamenti, ma non è facile costruire esperienza, storia e competenza come oggi PayPal. Visa e Mastercard sono giganti nati e cresciuti nell’offline. PayPal è nato per il web, ha sviluppato prodotti ed accordi con Facebook, ha aperto la piattaforma agli sviluppatori. Ci saranno sicuramente competizioni ed innovazioni.

Quali conclusioni ?

Nei prossimi mesi in Italia dovrebbe esserci tanto da fare per una impresa che punta a crescere nell’ecommerce.

Se arriva Amazon in Italia, dovreste essere pronti e metterlo come una priorità. Il che significa lavorare con i   codici a barre, perché su Amazon ogni prodotto deve essere associato ad un prodotto già codificato oppure mappato come nuovo prodotto.

Se Google Product Search apre alla combinazione euro/italiano è comunque indispensabile trasferire i prodotti con file csv, lavorare per avere liste ordinate, ben rappresentate, testi scritti correttamente, e tutto quello che fa buoni contenuti sul proprio sito.

In ogni caso, anche se lavorate su eBay, pensate a come garantire una ottima esperienza di acquisto al cliente, a come promuovere il vostro prodotto servizio, a come creare, gestire ed organizzare una comunità di clienti fedeli che acquistano ripetutamente.

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giovanni cappellotto ebay

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disto89 giugno 3, 2010 alle 00:02

Ho sempre ammirato Google, ha iniziato con poco e sta diventando sempre più importante, sta riuscendo ad essere la migliore in tutto ed in ogni suo software, dal browser al visualizzatore di immagini!
Google e windows si allontanano

Giovanni Cappellotto giugno 3, 2010 alle 07:52

Con tutto il rispetto per Google ed i suoi prodotti, la scelta di “disincentivare” l’uso di Windows fa più parte di una politica di marketing che di altro. Se spingo lo scontro anche sui sistemi operativi, quale miglior posto per far farlo, che chiedere ai miei dipendenti di non usare quello della concorrenza ?
Non lavori da Levi’s se indossi un jeans Wrangler…
.-= Giovanni Cappellotto´s last blog ..Amazon, eBay, Google: the Marketplace war =-.

Alessandro Cappellotto giugno 5, 2010 alle 09:02

Due riflessioni. La prima. Google praticamente combatte e coopera con tutti. Fra le “guerre” in corso c’è anche quella di Google Chrome contro Explorer e Firefox (eppure Google, come motore di ricerca, dimostra di apprezzare Firefox), c’è quella, ancora sotterranea, fra Google e Facebook a diventare “il sistema operativo del web”, c’è quella fra Blogger e Wordpress (per ora la guerra sembra persa da Google, e non pare che Google voglia tornarvi, ma non si sa mai), potremmo forse metterci anche una guerra fra Google e Adobe, laddove difficilmente Google potrà mai apprezzare Flash, e molte altre sfide ancora…. Eppure Google è essenziale per tutti a livelli diversi, a seconda degli obiettivi. Sono competizioni affascinanti e che aiutano il mercato.
La seconda. Contano e conteranno sempre più gli elementi di intangibilità. Non solo quelli di funzionalità, che certamente restano imprescindibili. Google ha da poco lanciato una campagna legata al tool Search Stories di YouTube (presto arriverà in Italia, famoso il video Parisian Love http://www.youtube.com/watch?v=nnsSUqgkDwU) volta a potenziare i valori di affettività, affidabilità, amicizia del brand Google. Il motore di ricerca più famoso al mondo sa che il primo motore di ricerca è il cervello umano: è in quel motore vuole che il suo nome sia posizionato al primo posto. Sappiamo che lo è già, ma è un posizionamento che non può essere dato per scontato in eterno. Per questo la competizione si sta spostando con forza anche su asset meno misurabili, come Apple da anni insegna e come Microsoft sta imparando. Anche queste sono marche e rispondono alla logica di posizionamento delle marche, non diversamente da quanto accade in tutti i mercati tradizionali. Così fra Ebay e Amazon si delineano dei posizionamenti di immagine ben precisi, perchè è innanzitutto un’esigenza dei mercati complessi (cioè delle persone che all’interno dei mercati operano e devono operare scelte) poter costruire delle mappe mentali che rispondono a caselle di valori specifici, secondo logica di economia della percezione. Non c’è dubbio che Ebay sembri sempre più posizionato come il grande mercato di piazza del paese-mondo mentre Amazon come il grande centro commerciale della città-mondo, con tutte le reciproche associazioni di pensiero su qualità, affidabilità, prezzo, garanzia, servizio, piacevolezza che questo posizionamento mentale intangibile comporta.

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