Le valutazioni da fare prima di vendere sui Marketplaces

vendere sui marketplaces

in ecommerce

I marketplaces sono una realtà importante nella vendita online. eBay è un marketplaces, Amazon quando permette alle imprese terze di vendere è un marketplace, così come Etsy, Priceminister, Yatego e molti altri.
Per le imprese sono dei canali di vendita. Possono essere una occasione per fare molti affari e vendere molto, come possono essere fonte di delusione.
E’ importante stabilire le condizioni fondamentali perché abbia successo la vendita sui marketplaces.

1 – Vendere prodotti di propria produzione.

Un’azienda che produce ha la possibilità di gestire i costi ed i profitti in modo più efficace rispetto al rivenditore. Può offrire prezzi più competitivi sul marketplace per far crescere le vendite. Sempre nel caso di un produttore, costui può pensare di collocare alcune linee di produzione sul marketplace ed altre nel proprio ecommerce. Il fatto di aver il controllo sul brand e sulla produzione permette di gestire bene il traffico e la presenza online, cercando il massimo risultato economico ovunque.

2 – Prodotti con poca concorrenza.

Sono i prodotti molto specializzati dove non esiste molta concorrenza, alcuni prodotti industriali molto ben definiti e ben trattati. Essere molto specializzati in un particolare segmento può dare ottimi risultati, proprio per l’ampiezza della scelta e la forza della proposta.

3 – Prodotti di magazzino e di secondo mercato.

Per secondo mercato si intende tutto l’enorme ammontare di giacenze dove l’offerta supera la domanda. Il problema di molte aziende, sia produttori che venditori, è lo stock di invenduto che si accumula.I marketplace hanno un traffico molto elevato e molto concentrato che ti aiuterà a vendere le rimanenze che altrimenti crescono di anno in anno. Lo sconto molto favorevole permette la realizzazione veloce e la liquidità così creata potrà essere impiegata in diversi modi. Spesso, per aziende il cui brand è molto conosciuto, è conveniente vendere nei marketplace utilizzando uno specifico account anche per separare le richieste di sconto dei clienti, che sono indirizzate verso uno specifico canale di vendita.

4 – Prodotti che cambiano frequentemente.

Ogni stagione ha una serie di prodotti particolari che diventano il prodotto del momento. Alcune aziende sono particolarmente brave a cogliere queste opportunità ed i marketplace sono il posto ideale per venderli, quando sale la richiesta e quando diventa massima. In seguito le vendite tenderanno a scendere naturalmente, ma chi è specializzato in questo settore ha già pronto il nuovo prodotto sostitutivo.

5 – Conquistare quote di mercato.

I marketplace possono essere un luogo ideale per conquistare quote di mercato a scapito della concorrenza . In genere chi fa queste operazioni sa perfettamente che sta lavorando in perdita e che questa strategia non è a lungo sostenibile.
I principali marketplaces hanno un grande punto di attrazione nel prezzo. Se sei nella condizione che puoi permetterti di generare vendite per un certo periodo senza pensare al margine puoi adottare anche questi canali di vendita nel tuo mix di presenza online.

6 – Prodotti di nicchia.

Sono prodotti di nicchia destinati ad un pubblico di appassionati, non molto diffusi, ma allo stesso tempo ricercati. Prodotti di collezione, prodotti per hobbysti ed appassionati e prodotti d’arte e artigianato. Qui ci sono marketplaces molto interessanti e specializzati.
In questo caso il problema non è la costruzione di un ecommerce, ma la generazione di traffico sufficiente a sostenere la vendita. Vendere in uno di questi marketplaces risolve molte di queste cose. Blomming è un ottimo marketplace per prodotti artigianali, artistici, per lavori costruiti a mano, anche per le sue caratteristiche di social commerce.

7 – Iniziare un’attività senza avere un ecommerce.

Costruire un ecommerce e consolidare una presenza online è un processo lungo che richiede tempo ed investimenti. Vendere i tuoi prodotti su un marketplace è una soluzione a basso rischio e basso investimento quando sei agli inizi e non hai fondi per investire nella costruzione del tuo sito. Quando crescerà l’interesse sui tuoi prodotti potrai pensare anche ad un tuo ecommerce.

8 – Poco controllo per la promozione.

I marketplaces non sono il posto giusto se hai bisogno di controllo per promuovere e vendere i tuoi prodotti.  Solo il tuo sito permette un controllo totale della customer experience, ma i costi di gestione saranno sicuramente superiori. In un marketplace devi sottostare alle regole che hai accettato al momento dell’apertura dell’account e se queste regole ti sono di impaccio, semplicemente non devi scegliere questo canale di vendita.

9 – Controllo sulle relazioni con i clienti.

Per i principali marketplaces i clienti non sono le aziende che vendono sulla piattaforma, ma i consumatori che comperano. Questo significa che le comunicazioni con i clienti sono mediate dal marketplace e che non puoi agire direttamente sul consumatore. Campagne sconto, buoni acquisto, attività promozionali particolari non sono possibili. E’ evidente che ogni marketplace che abbia una commissione sulla vendita adotta norme che evitino che le vendite inizino sul marketplace e si concludano al suo esterno.

10 – Forte potere dei consumatori.

I consumatori sentono che il marketplace è un luogo terzo dove si incontra domanda ed offerta. Hanno perciò molta più libertà di espressione e di valutazione della proposta e della transazione. Per il venditore significa che deve entrare in questo canale di vendita con alcune certezze importanti: la disponibilità della merce in vendita e la rapidità della consegna. 
Se il tuo prodotto è spesso fuori stock e non garantisci la disponibilità immediata, se la consegna dei prodotti supera una normale soglia di accettabilità, non vendere sui marketplace, perché il giudizio dei clienti potrebbe essere negativo per la tua impresa.

foto con licenza Creative Commons di Polycart

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