E se il Facebook commerce diventasse un prossimo grande successo?

facebook commerce

in ecommerce

C’è un sacco di rumore attorno a Facebook Commerce.  Funziona e non funziona,  sarà o non sarà un successo, ogni mese appare una notizia contrastante che sposta le opinioni della maggioranza.
Eppure c’è da ragionare seriamente attorno a questa possibilità partendo da alcuni dati di fatto.

Numeri.

Amazon a 164 milioni di utenti.
eBay ha 100 milioni di utenti.
Facebook ha 800 milioni di utenti.

Amazon è il più grande store online, eBay il più grande marketplace  e con la sua enorme base Facebook è soprattutto un modo per connettersi con gli amici e non uno shop online. Ma è anche vero che una cosi grande concentrazione di persone ed interessi ha uno sbocco naturale nella vendita.
E’ altrettanto vero che alcune grandi società come JC Penney, Nordstrom e Gap hanno chiuso i loro negozi su Facebook perché le vendite erano insufficienti, ma a ben guardare e  a non fermarsi alla superficie degli eventi, stanno emergendo alcuni modelli completamente diversi.

Fab.com, BeachMint.com e nuovi social commerce.

C’è un grandissimo interesse su Fab.com che coinvolge ora 3 milioni di users, i quali trasmettono l’acquisto agli amici con il pulsante “like”. Fab ha costruito la sua base di utenti, offrendo 5 dollari al mese a coloro che accettano di condividere su Facebook  sia gli acquisti fatti su Fab che i  prodotti favoriti su Fab.
Jason Goldberg, che prima di fondare Fab era Chief Product Officer di Xing,  dichiara che sono decine di migliaia gli utenti che condividono in questo modo i prodotti di Fab. Ed in un settore che viene considerato difficile come l’arredamento ed il design Fab.com, cambia completamente la prospettiva della presentazione della merce e dell’acquisto e meriterebbe una attenta recensione solo per la grande innovazione espressiva e concettuale.

BeachMint è una società che si occupa di social commerce fondata da Josh Berman (Co-Fondatore di MySpace) e da Diego Berdakin che arriva da Kazaa.
Il primo prodotto che hanno lanciato è StyleMint.
Consiglio di andare a vedere l’applicazione su Facebook StyleMint.tv per capire quali sono i confini che si possono raggiungere con il Facebook Commerce.
StyleMint.tv è famosa perché vi è recentemente apparsa Randi Zuckeberg, sorella di Mark, a proporre i prodotti di BeachMint agli utenti che potevano comprarli con un click.

Riservato solo agli utenti US, Yardesellr è stato fondato nel 2010 da un ex dirigente di eBay, Danny Leffel, ed è un marketplace in cui le persone si organizzano per comunità di interesse, dette blocks. Quando qualcuno mette in vendita un prodotto,  arriva un feed a tutte le persone che hanno selezionato quel “block” e l’acquisto è possibile in pochi clicks. Anche in questo caso esiste la specifica applicazione Facebook.
Yardellr cresce del 30% al mese. E se fosse questa la minaccia più grande per eBay negli anni a venire ?

Infine Oodle fondato ancora nel 2004 come marketplace ed integrato su Facebook sotto la direzione di Craig Donato. Oggi ci sono 3 milioni di utenti su Oodle (purtroppo non disponibile in Italia) e quando acquirenti o venditori postano i loro oggetti, le loro identità di Facebook sono collegate con lo scopo di infondere una  maggiore fiducia nelle transazioni.

investimenti ecommerce La promessa dell’e-commerce su ed attraverso Facebook attira investimenti nel settore. Fonte Reuter

 

Bisogna vendere e guadagnare.

Per adesso Facebook incassa danaro dalla vendita delle campagne che i merchant lanciano per cercare potenziali clienti. E non si possono considerare probanti di nuovi modelli di business i tentativi fatti con Facebook credits o con la vendita dei prodotti immateriali. Vendere beni fisici che devono essere consegnati è una cosa diversa. Inoltre Facebook ci ha abituati a repentini cambi di policy e ad improvvise modifiche delle regole, il che rende difficile avere un terreno solido su cui costruire.

Nondimeno è vero che il social commerce sta profondamente cambiando il modo in cui si organizzano gli spazi di vendita online ed entra profondamente a scardinare il modello della vendita a catalogo fin qui usata come unico modo espressivo dello shop online.  E a mano a mano che questo succederà, dovrebbe essere naturale che Facebook cerchi di favorirlo in un modo o nell’altro.

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