Come fare un dropship di successo nel 2012 ?

vendere in dropship

in ecommerce

Tutti partono con l’idea di  fare soldi online, ma solo pochi  hanno le capacità, l’ambizione e il know-how per farlo. E’ pure ovvio che  la maggior parte persone che vogliono raggiungere questo obiettivo vorrebbero farlo senza correre troppi rischi e senza fare grandi investimenti nello stoccaggio di prodotti per supportare un sito e-commerce. 
Ecco perché il  “Drop Shipping” è una valida opzione. 

Tuttavia, bisogna sapere che per ogni azienda e-commerce in dropship che funziona, ce ne sono altre nove che combinano poco. 

I motivi sono i seguenti:

  • Non hanno una soluzione e-commerce efficace in grado di gestire il drosphip.
  • Non promuovono i loro negozi on-line in modo corretto. Non sono visibili su Google per ricerche organiche o non fanno pubblicità con PPC o le loro campagne PPC non sono redditizie.
  • I loro prodotti sono troppo ampi, e non privilegiano settori di nicchia.
  • Non hanno fornitori affidabili.
  • Le loro scorte cambiano molto.
Le conseguenze possibili per questi ecommerce sono:
  1. Deludono i clienti con continue comunicazioni di prodotti fuori stock.
  2. Non hanno alcuna integrazione in tempo reale con i dati di stock dei fornitori .
  3. I prezzi dei fornitori sono troppo alti per competere.
  4. Sono disorganizzati e non hanno un piano per far crescere il business.

Questo sembra il tuo business basato sul drop-ship? 

Qui ci sono gli indicatori probabili:

  • Le vendite sono basse e ti manca il tracciamento e le  analisi. Non riesci a individuare da quale sorgenti di traffico provengono gli ordini.
  • Le tue statistiche SEO sono povere. 
  • Hai molti errori tra cui il contenuto duplicato (copiato dalle descrizioni fornitori), duplichi i titoli e le descrizioni dei prodotti.
  • Oltre il 70% della selezione dei prodotti sul tuo sito non è mai stato venduta. Stai diluendo il tuo ecommerce con contenuti e prodotti poveri.
  • Hai  problemi con i tuoi fornitori per avere le voci “disponibile in magazzino” oppure l’ integrazione in tempo reale.
  • Non hai il necessario controllo su quello che devi fare.
ecommerce e dropship

come funziona un ecommerce basato sul dropshipping

Alcuni suggerimenti.

  1. Se si vuole lavorare bene con il dropship, sbarazzati dei sistemi fai da te non personalizzati, quando non hai le competenze tecniche necessarie per fare un ottimo prodotto.
  2. Devi essere molto organizzato, avere un feed dei dati che vanno online comprese le immagini. Non dovresti inserire i prodotti a mano, ma importarli in modo corretto. Codice univoco del prodotto, immagini corrispondenti, descrizioni e tutto quello che serve per fare un buon lavoro. Ottima integrazione con un buon gestionale aziendale.
  3. In questo modo si avrà pieno accesso ai prodotti in modo da poter apportare modifiche con facilità senza rovinare il codice o il sito. Potrai anche essere in grado di gestire i tuoi ordini in modo più efficace.
  4. È necessario scrivere  2-3 articoli a settimana per quanto riguarda i tuoi prodotti. Devi  mantenere la tua sezione articoli aggiornata e utilizzare strumenti di controllo per le  parole chiave, per gli  argomenti  e per la ricerca competitiva.
  5. Prima o poi devi cominciare a stoccare in magazzino i prodotti, altrimenti non avrai mai veramente un business. Con il dropship, non farai mai grandi affari a meno che il fornitore non sia tuo fratello. Oppure è necessario avere fornitori veramente affidabili.
    Se domani, ad  esempio, ricevi 100 ordini di un articolo, chi li processa?
    Il tuo procedimento è automatizzato o devi fare tutto manualmente? 
  6. Tutte le descrizioni dei prodotti del tuo fornitore dovrebbero essere riscritte e devono  essere univoche. Devi differenziare i tuoi contenuti dalla concorrenza che utilizza gli stessi fornitori.
  7. Hai bisogno di fare SEO e costruire autorevolezza per aumentare la tua visibilità.
  8. Il conto economico è semplice, e non puoi evitare i costi come la scrittura dei contenuti, il tempo per le modifiche alle descrizioni, le campagne di marketing, i costi generali ed i costi personali da rimarginare.
  9. Si dovrebbe considerare la vendita su siti di terze parti come eBay, Amazon, i siti di comparazione del prezzo…

Internet è molto competitivo e senza una strategia personalizzata e di un ben eseguito piano di internet marketing , non hai chance. Non si guadagna online con “nessun investimento” e se l’avvio è lento, maggiore sarà il tempo per raggiungere obiettivi. 
Se stai esaminando elementi come ecommerce, design, SEO, social media, analisi, programmazione, devi farti delle domande.  Sei un esperto in tutte queste aree? In caso contrario, avrai bisogno di assistenza o di tempo / denaro per imparare il mestiere. Anche in questo caso, meno del 10% delle imprese che puntano sul dropship arrivano al successo.

Il problema qui è la concorrenza. Otto anni fa, vendere in dropship era più facile a causa del fatto che Internet non era saturo di siti e-commerce e c’erano molti meno grandi operatori online. La SEO era molto più semplice e diretta, i costi generali dei PPC erano inferiori e le conversioni erano più alte. 

Se proprio vuoi lavorare in dropship ecco cosa DEVI FARE fin dall’inizio:

  1. Trovare un fornitore molto affidabile che offra una selezione di prodotti di nicchia  molto richiesti. 
  2. Assicurarsi che questi fornitori siano in grado di fornire feed di dati facili da inserire nel tuo sito, così come per ogni aggiornamento. Altrettanto importante, assicurarsi che la soluzione software adottata offra import / export o la funzionalità di integrazione XML.
  3. Assicurarsi che il margine di profitto sui prodotti in vendita sia almeno il 50% , altrimenti i costi di gestione spremono il tuo profitto riducendolo a nulla.
  4. Avere un piano di investimento che copra almeno i primi 12 mesi di costi. 
  5. Trovare prodotti e fornitori su cui poter esercitare un controllo sui prezzi di vendita per evitare una competizione sul prezzo.
  6. Installare e tenere traccia di  TUTTODovresti essere in grado di sapere esattamente quanto è il tuo  profitto,  dov’è il ROI e da dove arrivano le conversioni. Questa è una vera chiave per un ecommerce di successo.

Questi sono alcuni degli elementi più importanti da tenere in considerazione. Tuttavia, se si seguono queste regole,  le tue probabilità di guadagno aumentano almeno di 5 volte. Naturalmente, se hai domande non esitare a contattarci . Condividi con noi le storie di successo o di altri suggerimenti che rendano vantaggioso vendere online.


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Commenti

comments

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  • Dario

    Bel post mi e stato molto utile!

  • Domenico

    Complimenti per la dettagliata analisi!

  • alessandro

    Grazie per i suoi suggerimenti. Ho un prodotto da vendere e ho trovato un venditore americano che ha il sito di vendita. In questo caso io sarei il fornitore. Ma davanti alla sua domanda se ho un “drop ship program”, non ho saputo rispondere. Mi può aiutare in merito?
    Grazie mille

  • marzio

    buongiorno, scusate l’ignoranza ma vorrei sapere cosa si intende per PPC, SEO e ROI,grazie e complimenti per l’articolo

    • PPC – Pay Per Click sistema di pubblicità a pagamento dove si paga una quota per ogni click fatto sull’annuncio.
      SEO – Search Engine Optimization Ottimizzazione per i motori di ricerca, l’ortografia e la sintassi per farsi comprendere da un motore di ricerca.
      ROI – Return On Investment Ritorno sull’Investimento Investo del danaro in una specifica azione e mi aspetto un risultato: il ROI è la misura del risultato.

  • fabiana

    buon giorno, vorrei avere dei consigli su come trovare un fornitore affidabile, mi sono iscritta ad un sito che prometteva di mettermi in contatto con i maggiori dropshipper italiani e stranieri ma dopo quasi 3 settimane di e-mail per richiedere un contatto con questi ultimi non mi ha mai riposto nessuno. Conoscete un sito affidabile che mi metta in contatto con dei dropshipper? o può esserci un’altro modo? senza un contatto non ho neanche i prodotti per terminare il mio sito e-commerce, ancora privo di prodotti!
    grazie

  • dupon

    non mi sembra di avere letto nessun riferimento ad una partita iva e la tenuta di contabilità di un commercialista, vorrei qualche chiarimento in merito, vorrei aprire un punto vendita onlne anche su ebay di dropshipping, ma è il lato fiscale che mi preoccupa.

    • La vendita in dropship è una vendita a tutti gli effetti. Devi avere una ragione sociale ed una partita iva per effettuarla, a maggior ragione perché ci sono terzi coinvolti (il fornitore della merce).

  • Marco

    Un ottimo articolo ma manca la cosa più importante! ” il fornitore di fiducia” che ci dia il 50%!
    Se ne conoscete qualcuno fate i nomi…

  • Il suo articolo è chiaro, semplice e comprensibile. Descrive molti punti.
    Noi di Myshopcasa, da fornitori in dropshipping di biancheria-casa, ci sentiamo di suggerire a chiunque voglia intraprendere tale starda di comunicare spesso col forniotre. CI DEVE esser uno scambio di opinioni, di idee, di innovazioni, un confronto sulle proprie esperienzxe di vendita… DEVE esserci un dialogo atto a migliorarsi e crescere assieme perchè sia il forniotre che il venditore non possono esser aggiornati su tutto e conoscere tutto del mercato. Se ci si confronta si dovrebbero riuscir a correggere eventuali errori.
    Lo staff di
    Myshopcasa e Biancheria-casa

  • alberto

    Salve, ha parlato di software che offra import / export o la funzionalità di integrazione XML: puo fare quqlche esempio per favore? non saprei cosa cercare, grazie….

  • ItalyNo

    L’analisi è molto approfondita è ben realizzata. Ma Gli articoli che leggo quì su questo sito non sono diversi da altri che ho trovato in rete. Spesso in questi consigli ci si limita solo a consigliare infatti. Ma si tende a dimenticare di dire che investire in Italia è una strada senza ritorno per chi già “può”, ed è un suicidio invece per chi ha intenzione di farlo, adesso. Mi trovo d’accordo col fatto degli 8 anni fa, forse perchè ci sto dentro da un pezzo e le differenze si notano…andare a comprendere il perchè poi…li c’è da scrivere un altro libro.
    A parte il lato fiscale, non mensionato e che senza tutto questo bel piano di idee e consigli uccide il 70% per cento della voglia di realizzarlo, chi c’è dentro sa a cosa mi riferisco. Non si è parlato dei costi…si parla con tanta facilità o quantomeno linearità di SEO,PPC CCY SSP etc (scusate il sarcasmo) da non dire esattamente quanto costano tali strumenti. Parliamoci chiaro, ogni cosa in Italia che viene “importata”, “copiata” e messa in pratica non ottiene mai gli stessi risultati che magari in linea di massima si ottengono in altri paesi. Il dropship ne è un esempio; esistono migliaia di siti, fatti bene, fatti male e via…come mai questo aumento? Scarsità di lavoro? Molti che pensano che lavorare in dropship significa pacchia??! Molti pensano non vi siano costi solo perchè non si fa magazzino?Si è in troppi forse, perchè al contrario invece i BIG che non hanno bisogno di fare dropship sono molto meno ovviamente…i soldi fanno altri soldi e mi fermo quì. Non dimentichiamo la cara e vecchia crisi che ormai è una cicatrice che fa sempre male e mai guarisce. Il resto semmai lo scrivo nel mio “libro”.
    Le idee e i consigli sono giusti sì, ma non è dropship o quantomeno non consideriamolo tale, perchè in questo paese non lo si può fare il dropship, non c’è mentalità e carattere e interesse a farlo. Nè collaborazione. In italia siamo bravi a produrre bene le supposte ;-).

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  • Antonio

    Molti fornitori fanno il doppio gioco ti danno il suo catalogo in drop ship e loro vendono a un prezzo più basso del tuo

  • Marco

    Buongiorno Giovanni, complimenti per l’articolo!
    Ho una domanda a riguardo… in un sistema di dropshipping uno dei vantaggi del rivenditore è l’abbattimento dei costi e della gestione del magazzino e della logistica, in questo caso a carico del fornitore.
    Per quanto riguarda invece i resi per diritto di recesso o malfunzionamento?
    Il cliente a chi spedirà indietro la merce? E il flusso di eventuali rimborsi?
    Grazie in anticipo per la risposta!

    • La responsabilità è sempre del venditore. Il cliente che acquista agisce in recesso nei confronti del venditore, il sito da cui lui ha comprato la merce. Il diritto di recesso non ha bisogno di essere giustificato ed il venditore è il proprietario del sito da cui il cliente compera. Per cui il venditore deve accettare il recesso e rimborsare tutto, comprese le spese di spedizione. A sua volta il venditore agirà in recesso nei confronti del fornitore. Ma in questo caso non c’è automatismo, perché deve essere previsto dal contratto di fornitura.
      Quindi tu rimborsi il cliente e, in caso di recesso, se il contratto di dropship lo consente, agisci nei confronti del tuo fornitore.
      La garanzia di due anni vale per tutti i prodotti venduti ed il consumatore agisce sempre nei confronti del sito da cui ha comperato la merce. Nei casi di garanzia, invece, esiste l’automatismo che consente al venditore di retrocedere al fornitore.
      La legge sul consumo è molto chiara a questo proposito ed il fatto che esista una modalità di vendita definita dropshipping non modifica il fatto che il sito che espone la merce al pubblico è il venditore ed ha tutti gli obblighi legali e fiscali nei confronti del consumatore.

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