Due storie di successo: il blog Carhartt e la fan page Asos

in social network

Cosa rende un blog interessante ? Cosa funziona in una pagina Facebook ?

In questo periodo tutte le aziende, dalle più grandi alle più piccole, aprono qualcosa di molto simile ad un blog da qualche parte sul loro sito web. Anche piccoli e medi venditori online aprono il loro blog con esiti più diversi.
Una delle frasi retoriche più usate è : questo non è l’arrivo, ma solo un nuovo inizio. Vale in tutte le situazioni ed è usata in ogni contesto. Ma mai come nel caso dell’apertura di un blog è vera.

Lo stesso vale per le Fan Page su Facebook. La corsa all’apertura della pagina contagia un po’ tutti e gli esiti sono vari.

Piccola o grande che sia l’azienda, il blog è comunque un investimento che deve produrre un ritorno e molti sono i modi in cui le imprese possono aumentare questo valore.

Carhartt’s Tough Jobs blog

Carhartt’s Tough Jobs blog è uno splendido esempio di una società che fa raccontare storie ai suoi clienti sui propri prodotti, in un modo che la società stessa non sarebbe capace. Molti blog non riescono a generare abbastanza contenuti pertinenti per contribuire a creare il traffico necessario per un qualsiasi successo misurabile.
Con questa strategia di contenuti generati dagli utenti, Carhartt blog non soffre questo problema.

Spesso i contenuti generati dagli utenti si perdono a cusa della incapacità dell’azienda di dirigerli e di contestualizzarli con efficacia. Spesso si ragiona con UCG con il pensiero “intanto manda qualcosa e poi qualcos’altro faremo”.
Il risultato è quello di seppellire il tutto sotto una marea di nonsenso.

Carharrt ha individuato con precisione un modello e lo ha messo in forma esattamente.
Anche Filson ha costruito qualcosa di simile, ma senza la potenza evocativa di Carhartt.
Per chi come me è un fan dell’abbigliamento da worker americano (e non delle declinazione fighette italiane) Though Jobs Blog è un vero piacere.

asos una storia di successo

La fan page di Asos su Facebook

Asos.com è un sito web inglese con 2.4 milioni di utenti registrati e 5 milioni di visitatori unici al mese. Bilanci, documenti, relazioni annuali, report sono disponibili sul sito sia in forma scritta che attraverso conferenza registrata.
La pagina su Facebook ha 124.00o fan e cresce costantemente.

In questo momento, l’attività prevalente della pagina di Asos è il servizio clienti. Molti postano su Facebook le richieste di informazioni, le domande sul recesso, gli errori di spedizione ed i problemi che hanno incontrato.
La risposta è pubblica e l’impressione generale è di un’azienda interessata a curare i propri clienti e a risolvere positivamente i problemi.
Pubblicità, magazine, promozione dei prodotti, sono dietro ed in primo piano appare un atteggiamento consapevole dell’importanza della cura del cliente.

Ammettere quando si ha torto

Le aziende non commetteno errori; almeno, questa è la posizione ufficiale dei vari uffici legali e sono molti i commercianti che pensano che un giudizio non positivo realtivo alla conduzione di una transazione online sia una diffamazione.
Asos dimostra che far sapere ai clienti che si fanno errori rappresenta un buon servizio a se stessi, perché spesso la gente apprezza l’onestà e l’integrità (a patto di risolvere gli errori, naturalmente).

Chiedere consigli e raccontare storie.

Invece di avere un blog che si riduca a quello che si dice e come si dice intorno al tuo marchio, al tuo negozio o al tuo servizio, potrebbe essere interessante usare il blog come una piattaforma per porre domande.
Chiedere consigli e sollecitare nuove idee può essere un ottimo strumento di interazione, ma una grande forza evocativa e di coinvolgimento è sempre chiedere di raccontare delle storie.

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